Un tempo, le nuove aperture in estate a Milano erano rarissime: ora ha aperto Trattoria Tina in Porta Romana.
Una nuova creatura di Matias Perdomo – che nemmeno troppo tra parentesi è chef del ristorante stellato Contraste insieme al socio e chef Simon Press – con la chef Arianna Consiglio.
Sua l’idea del locale, sua la cucina. Anche se questo è un triumvirato di uomini e donne.
Perché gli chef di ristoranti stellati aprono trattorie
La reazione di chef e ristoratori alla crisi di cui tutti parlano e molti subiscono è aprire nuovi locali. Magari cambiando format, puntando a una ristorazione più easy chic. Oggi il nuovo chic è la trattoria, che non deve necessariamente essere rivisitata come ambiente, quanto come contenuto. Basta filologia dell’ingrediente, metafisica compositiva, poesia degli avi. Piatti fatti sperabilmente bene, che comunque recuperano una qualche tradizione, garantiscono la qualità, e trasformano il ricordo in riconoscibilità.
In questo caso, Perdomo-Press affiancano Consiglio nella nuova apertura, che non è, come si potrebbe pensare, una replica del loro stellato Contraste. E nemmeno una versione seduta, nel senso di servizio a tavola, del delivery ROC.
La Trattoria Tina, in via Altaguardia, zona Milano Porta Romana, si muove – bene – nella direzione di una cucina italiana, riconoscibile, attenta, in un ambiente piacevole, apparentemente all’antica se vogliamo, ma senza troppi vezzi filologici.
Già Tina è un nome “vecchio”, quasi desueto, abbreviazione di nomi come Assunta, Annunziata, Concetta. Un nome familiare, che evita l’attributo mamma, zia o nonna ormai comune a molte trattorie: Tina arriva a Milano dal Sud, dalla Sicilia di Arianna, ma facendo il giro largo.
Trattoria Tina a Milano: i prezzi e la recensione

Gli antipasti, estremamente classici, costano 10-15 €. Uova in salsa verde, caponata di melanzane, vitello tonnato. C’è anche la battuta di Fassona alla tartara, tornata in auge in anni recenti.
Quattro antipasti, ma anche quattro primi e quattro secondi e quattro dolci. Lo spaghetto al pomodoro (14 €), i ravioli di erbette burro e salvia (16 €), tagliatelle al ragù e linguine alle vongole (entrambe 18 €).
Ecco, registro con un certo disappunto, la mancanza per risotto alla milanese, omaggio direi immancabile e quasi obbligatorio alla città in quasi tutti i menu delle ultime aperture. Come! La trattoria Tina apre con un nome così comune e familiare e non mi fa il risotto, piatto comune familiare per Milano?

In compenso i ravioli di erbette al burro e salvia sono decisamente buoni. Buono l’impasto, anche se un paio di ravioli si sono disfatti, molto buono il ripieno. Pasta fatta in casa, come le tagliatelle (spaghetti e linguine invece sono del Pastificio Benedetto Cavalieri).

Se vogliamo, anche nei secondi manca la cotoletta alla milanese. In compenso, ci sono le animelle di vitello con burro salvia e patate arrosto (24 €). Le ho preferite all’arista di maiale al latte e fagiolini, all’insalata di trippa sedano limone, prezzemolo, entrambe a 20 euro, e all’arrosto di manzo all’inglese rucola senape e miele (24 €).

Cottura perfetta delle animelle, patate un po’ bruciate – ma solo un paio mi hanno lasciato una sensazione spiacevole in bocca.

Quattro anche i dolci, dicevamo, tutti a 8 euro. La panna cotta alle ciliegie era già finita, ahimé – ma dopotutto ero l’ultimo cliente della serata, che era anche l’esordio. Pazienza. Ho ripiegato, si fa per dire, sul gelo di cannella, fatto molto bene, piacevolissimo. In carta anche tiramisu (ma ho preso un anno sabbatico dal consumo di tiramisù) e caprese.
Qualche considerazione sullo schema 4+4+4 del menù.

Da Trattoria Tina a Milano pr antipasto-primo-secondo si spendono in media 50 euro. Io ne ho spesi 55 con primo, secondo, dolce, caffè (e coperto a 3 €).
Il menù 4+4+4: idea funzionale, ci evita di perderci fra decine di proposte, preoccupandoci di conciliare esigenze nutrizionistiche e gola. Funzionale, anche: il locale non è grandisimo, una trentina di posti direi (c’è anche un piccolo soppalco), in cucina sono in due: tutto ben dimensionato.
Ma non è detto che alla ripresa dopo la chiusura estiva Arianna Consiglio non decida di cambiare, magari aggiungendo o cambiando piatti. Per me comunque va bene così, magari cambiando qualcosa ogni tanto, seguendo più da vicino la stagionalità, che non con un menù trimestrale. Soprattutto – ehm – inserendo il risotto e la cotoletta alla milanese – grazie!
E comunque Trattoria Tina è un locale appena aperto, Arianna vorrà anche vedere le reazioni della clientela di Milano, notoriamente curiosa ma difficile. A volte noi clienti siamo degli esseri strani, superciliosi come certi critici gastronomici, pieni di incompetenze di cui menare vanto – inaffidabili.
La chef di Trattoria Tina a Milano: Arianna Consiglio
Mentre sembra affidabile la chef per il menù proposto e per il curriculum. Arianna Consiglio, giovane catanese appena trentenne, già da tempo orbitava intorno alla galassia Perdomo. Prima della Trattoria Tina, aveva già lavorato a Milano da Contraste e da Exit Pastificio Urbano. Ma ha cucinato anche con lo chef Luca Zecchin a Da Guido a Costigliole, della famiglia Alciati, e a Piazza Duomo ad Asti, con Enrico Crippa. E ancora da Cucina Franca a Milano. Un cursus honorum inportante.
Concludendo, va considerato che per la Trattoria Tina e per la brava chef (in cucina sono in due) era il primo giorno di apertura a Milano. Il che vuol dire che il margine per qualche imprecisione (un paio di patate arrosto dal gusto bruciaticcio), e quindi per qualche miglioramento, ci sta. E – mi auguro – ci sarà spazio anche per il risotto (l’ho già detto?)…
PS. Dopo il servizio di sabato 8 agosto, Tina si si fermerà per Ferragosto e riaprirà martedì 18 agosto. Quindi avete pochi giorni per sedervi al tavolo.
Trattoria Tina. Via Altaguardia, 16, 20135 Milano MI. Telefono: 02 3962 2378 Instagram
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