Ceuta, il sindaco: “Qui ancora tra 8mila e 11mila migranti”. Allerta per nuova ondata. “Berlino rispedirà in Italia i richiedenti asilo”

Roma, 9 agosto 2026 – Sono tra gli 8mila e gli 11mila i migranti giunti dal Marocco e ancora presenti a Ceuta. A snocciolare i dati è il sindaco dell’exclave spagnola, Juan Jesus Vivas, in un video pubblicato su X dall’agenzia di stampa Europa Press. “Il governo afferma che a Ceuta rimangono 2.500 migranti. I dati preliminari indicano che ce ne sono ancora tra gli 8mila e gli 11mila”, dice il primo cittadino aggiungendo che la situazione non si è ancora normalizzata. Nei giorni scorsi il ministro dell’Interno iberico, Fernando Grande-Marlaska, ha dichiarato che circa 72mila persone sono entrate nel territorio spagnolo sulla costa nordafricana e che circa 70mila sono stati rimpatriati in Marocco.

Vivas chiede anche a Madrid di rafforzare le risorse materiali e umane destinate all’immigrazione, con l’obiettivo di garantire che i rimpatri possano avvenire “il più rapidamente possibile”.

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Allerta per una nuova ondata

Intanto cresce l’allerta per la possibile nuova ondata di afflussi. La data X sembra essere quella del 15 agosto, ma secondo un dossier dei servizi di intelligence pubblicato dal Corriere della Sera questa potrebbe essere anticipata. Nelle chat private di WhatsApp condivise dai gruppi Facebook monitorati si legge: “Colpiamoli il giorno 10 e non l’11. Ci sono manifestazioni per il giorno 9″. Secondo il rapporto, la mobilitazione sarebbe alimentata da utenti TikTok che inviano link WhatsApp a gruppi Facebook, con numeri telefonici provenienti anche da Usa, Egitto, Algeria, Tunisia, Libia e Senegal. Per l’intelligence sarebbe in corso “una regia per la campagna” che non è attribuibile per il momento a un attore specifico. I gruppi sarebbero inoltre utilizzati da “trafficanti di esseri umani”.

Il dossier, finito sul tavolo di Palazzo Chigi, segnala anche il rischio che Ceuta possa diventare un centro di “radicalizzazione e reclutamento jihadista”.

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La Germania rispedirà in Italia i richiedenti asilo

E, mentre va avanti il braccio di ferro tra Roma e Madrid sul fronte dei controlli alle frontiere con la sospensione degli accordi di Schengen, la Germania ha deciso di rispedire in Italia quei richiedenti asilo il cui primo approdo è stato il nostro Paese. Il governo di Berlino ha infatti deciso di applicare la riforma europea e del regolamento di Dublino, secondo quanto scrive La Repubblica che racconta la vicenda della prima richiedente asilo che sarà respinta. “Un sistema di Dublino funzionante è un prerequisito per il successo della riforma europea sull’asilo. La Germania prevede che i trasferimenti verso l’Italia e la Grecia riprendano a partire” dal 12 giugno (data dell’entrata in vigore del nuovo patto d’asilo, ndr), ha dichiarato un portavoce del ministro dell’Interno tedesco, Alexander Dobrindt, al quotidiano italiano.