Roma, 10 agosto 2026 – Svolta nel caso dell’attentato a Sigfrido Ranucci. Valter Lavitola, imprenditore ed ex giornalista-editore, è stato arrestato oggi e portato in carcere perché accusato di essere il mandante dell’azione avvenuta nell’ottobre scorso a Pomezia, vicino Roma. La misura cautelare, eseguita dai carabinieri del Nucleo Investigativo, è stata emessa dal gip di Roma nell’ambito dell’indagine della Procura.
Le accuse a Lavitola
Lavitola era stato perquisito il 4 luglio dai carabinieri. Quattro giorni dopo, gli inquirenti lo hanno convocato in procura dove l’imprenditore si è avvalso della facoltà di non rispondere rendendo dichiarazioni spontanee. L’ipotesi di chi indaga è che sia il mandante dell’attentato dinamitardo. Gli viene contestato anche il metodo mafioso.
L’inchiesta, coordinata dal procuratore Francesco Lo Voi e avviata dal pm Carlo Villani, passato a dirigere la procura di Velletri, seguita ora dal pm della Dda Edoardo De Santis, ha già portato a fine giugno all’esecuzione di quattro misure cautelari nei confronti di tre uomini e una donna ritenuti esecutori materiali dell’attentato e accusati a vario titolo di detenzione, porto in luogo pubblico e uso di ordigno esplosivo, minaccia e danneggiamento, aggravati dall’aver agito in più di cinque persone e con modalità di tipo mafioso.