Cernobbio (Como) – “Combatterò fino all’ultima mia energia il suo tentativo di ricostruzione della retorica del fascismo”. La voce di Mario Monti è calma mentre l’ex premier pronuncia parole tutt’altro che pacate in un clima da scontro aperto nelle sale di Villa d’Este, al Forum Teha di Cernobbio. Dall’altra parte di quello che è a tutti gli effetti un ring politico, Roberto Vannacci, eurodeputato del gruppo Europe of Sovereign Nations e leader di Futuro Nazionale.
Il presidente del Consiglio europeo: “Il prossimo allargamento rafforzerà l’Ue”
Anche nella seconda giornata di convegni, quella dedicata al futuro dell’Europa, la villa sul lago di Como catalizza su di sé le attenzioni dell’intera politica italiana e internazionale. La sveglia arriva di prima mattina, con l’intervento del presidente del Consiglio europeo Antonio Costa, che difende a spada tratta la tenuta delle istituzioni comunitarie: “Il prossimo allargamento, all’Ucraina, alla Moldavia e ai Balcani occidentali, rafforzerà ulteriormente l’Unione come attore geopolitico per la pace, la sicurezza e la prosperità”. Respingendo al mittente le tesi del tramonto, Costa è categorico: “Non sono d’accordo con i paragoni superficiali che suggeriscono che l’Europa stia semplicemente arretrando. Naturalmente deve aumentare la propria competitività e prontezza”.
Vannacci: “Più che ReArm Europe servirebbe Reborn Europe”
Qualche ora più tardi è Vannacci ad aprire il confronto dal titolo ‘Il progetto europeo tra integrazione e sovranità: il punto di vista italiano’. Ma prima un pizzico di ironia sorniona sul perché si trovasse proprio lì, rispolverando le polemiche che in questi giorni di Forum hanno riguardato proprio la sua presenza a Cernobbio. Occasione ghiotta, che l’ex generale sfrutta per lanciare un duro affondo contro l’architettura istituzionale e le politiche di Bruxelles. Il dito di Fn è puntato contro l’inverno demografico dell’Eurozona, che con un tasso di fertilità fermo all’1,42% rischia di avere vita breve. “Più che ReArm Europe servirebbe Reborn Europe” ironizza l’eurodeputato. Da lì in poi, un crescendo. Vannacci picchia duro sul crollo della competitività industriale, sul Green Deal “da abolire” e sul primato dell’Unione, ormai diventata la “campionessa mondiale” dell’iper-regolamentazione, un sistema “incoerente” che prima spezza le gambe all’industria e poi chiama “politica industriale il finanziamento dei sussidi”.
Il silenzio della sala
Mentre l’ex generale parla, la Sala Impero assiste in un silenzio quasi di gelo, riservandogli alla fine solo un timido e stentato applauso. A smontare il suo comizio arriva poi Mario Monti. L’ex premier alza la voce, dopo essere partito in sordina, conquistando la platea con citazioni colte – da Camus a Mitterrand – e scatenando le risate e gli applausi degli imprenditori con un siparietto ironico sull’ideologo del movimento Fn, Lorenzo Gasperini.
Le critiche di Monti a Vannacci
Poi l’accusa rivolta al programma di Vannacci, capace “di usare a proprio piacimento” la Costituzione e i trattati europei. Per il senatore a vita, la vera insidia è però il ritorno di una narrazione che soffia sulla superiorità identitaria e sul vittimismo dell’“Italietta”. “Non vedo in lei la ricostituzione del partito fascista, ma un aspetto del fascismo, il più insidioso, è già in atto. Trovo in lei – affonda Monti – la ricostruzione della narrativa, della retorica e dello spirito del fascismo”. Un crescendo amaro che sale fino all’accusa definitiva: “Oramai ho la mia età – conclude l’ex premier – ma combatterò fino all’ultima mia energia il suo tentativo di ricostruzione della retorica del fascismo”.
La tensione accumulata in sala esplode poi nei corridoi di Villa d’Este, dove Vannacci, sommerso dai giornalisti, si lascia andare a qualche commento post confronto. Alle accuse che lo avvicinano al fascismo replica definendo “fantasiosa e ridicola” ogni ombra eversiva. E incalzato sulle riforme del suo movimento, risponde illuminato dai flash: “Nel programma di Futuro Nazionale non c’è nulla fuori dalla Costituzione. E comunque ricordo la Costituzione è stata cambiata diverse volte”.