Recensione della Pizzeria che si dice Popolare a Parigi per prezzi

A Parigi la pizza gioca sempre un po’ in trasferta, e forse è proprio da questa premessa che bisogna partire per raccontare Pizzeria Popolare, uno dei locali più conosciuti del gruppo Big Mamma.

111 rue Réaumur, nel II arrondissement, nel cuore del Sentier. Una zona che conserva ancora qualche traccia della sua storia commerciale e tessile, ma che negli anni ha cambiato pelle, riempiendosi di uffici, indirizzi contemporanei, ristoranti e locali frequentati soprattutto da una Parigi giovane e dinamica.

Pizzeria Popolare. 111 Rue Réaumur, 75002 Paris, Francia. Telefono: +33 9 73 03 43 91. Instagram

Pizzeria Popolare. 111 Rue Réaumur, 75002 Paris, Francia. Telefono: +33 9 73 03 43 91. Instagram

Non è la città monumentale delle cartoline e nemmeno quella un po’ malinconica dei bistrot affacciati sulla Senna. Qui Parigi corre, lavora, esce dall’ufficio e si riversa sui marciapiedi. In mezzo a questa energia compare la facciata di Pizzeria Popolare, riconoscibile immediatamente per la grande vetrata, la tenda color terracotta e quella quantità quasi smisurata di bottiglie che anticipa ciò che troveremo all’interno.

Ed è proprio il locale, ancora prima della pizza, a fare la prima vera dichiarazione d’intenti. Prima di vederlo da vicino, subito i prezzi per sapere quanto costa mangiare la pizza alla Pizzeria Popolare a Parigi.

Menu e prezzi di Pizzeria Popolare Parigi che è anche trattoria

Il menu è costruito con una logica molto precisa: abbastanza ampio da non obbligare alla pizza, ma senza trasformarsi in una carta enciclopedica. L’impronta è quella della trattoria italiana contemporanea vista da Parigi che ha la sua freccia all’arco nei bistrot. Quindi, antipasti da condividere, qualche pasta, una selezione più articolata di pizze, insalate, pochi secondi e una parte dolce piuttosto generosa.

Gli antipasti restano su cifre accessibili, generalmente tra 4 e 9 €, e invitano chiaramente alla condivisione: burrata, mozzarella di bufala, salumi, stracciatella, fritti. Le paste si muovono invece tra 12,50 e 20 €, con le proposte più semplici nella fascia bassa e il tartufo a spingere naturalmente il conto verso l’alto.

È però la pizza il vero centro della carta. La Margherita parte da 9,50 €, cifra ormai quasi sorprendente per il centro di Parigi, mentre la maggior parte delle pizze più elaborate si concentra tra 14 e 17 €. Le proposte con tartufo arrivano intorno ai 19 €. Una politica dei prezzi che mantiene fede al nome Popolare: non economica in senso assoluto, ma decisamente accessibile considerando città, posizione e dimensione del progetto.

Facendo due conti, per una cena classica con pizza, bevanda e magari un dolce si può ragionevolmente stare sotto i 30 € a persona. Aggiungendo un antipasto da condividere e qualche bicchiere di vino, la spesa più realistica diventa 40 €. Solo scegliendo tartufo, più portate o bevendo in maniera più importante si sale con facilità oltre.

Com’è la pizza di Pizzeria Popolare a Parigi?

Le pizze di Pizzeria Popolare a Parigi

A livello estetico, il linguaggio è quello ormai consolidato della pizza napoletana contemporanea: cornicione pronunciato, maculatura evidente, centro sottile. Gli ingredienti sono disposti con quella semplicità apparentemente spontanea che funziona molto bene anche fotograficamente. Da guardare, insomma, la pizza non presenta particolari lacune. Qua e là qualche imprecisione di cottura — cornicioni bicolor, qualche zona più anidra, le cosiddette scazzette — ma qui nessuno vuole inseguire a tutti i costi il gastrofighettismo.

È al morso che emergono le perplessità. La gestione dell’umidità interna non sembra del tutto risolta. Che sia una questione di lievitazione o, più probabilmente, di tempi di asciugatura in cottura, il centro conserva una componente umida piuttosto marcata che, soprattutto nel finale del morso, restituisce una sensazione quasi cruda.

La fetta della Pizzeria Popolare a Parigi cede facilmente e il condimento, invece di trovare sull’impasto il necessario equilibrio tra elasticità e struttura, finisce per fondersi con quella umidità, appesantendo la masticazione.

Non è, dunque, una questione di morbidezza: una pizza napoletana deve essere morbida. Qui manca piuttosto quella tensione che dovrebbe accompagnarla e che permette al morso di svilupparsi fino in fondo, lasciando la pasta elastica e il condimento nitido.

Il morso tende a spegnersi proprio nel momento in cui dovrebbe chiudersi: rimane una sensazione di impasto umido, poco asciutto, che compromette la pulizia della masticazione e lascia quella vaga impressione di cottura incompleta.

La Margherita, dove non ci si può nascondere

la margherita di Pizzeria Popolare a Parigi

La Margherita di Pizzeria Popolare (9,90 €) è probabilmente il modo migliore per capire pregi e limiti della proposta del locale di Parigi. Pomodoro, mozzarella e basilico non concedono molte vie di fuga. Quando gli ingredienti sono così pochi, ogni equilibrio diventa immediatamente leggibile.

Il sapore resta piacevole ma fondo e cornicione soffrono troppo l’umidità. La mozzarella contribuisce a una sensazione lattica generosa, mentre il pomodoro porta la giusta immediatezza, però nell’insieme il morso non raggiunge quella nitidezza che cerco in una buona pizza. Manca soprattutto una separazione più chiara tra le componenti.

Qui i sapori ci sono, ma tendono a convergere troppo velocemente. Il risultato non è una pizza cattiva. È semplicemente una pizza che, almeno nella mia esperienza, si ferma un passo prima della precisione.

Le pizze più ricche convincono di più?

la tre formaggi di Pizzeria Popolare a Parigi

La pizza mozzarella, ricotta e gorgonzola (14,50 €) è una finta quattro formaggi, perché in realtà i protagonisti sono tre: mozzarella, ricotta e gorgonzola. La materia prima convince: la ricotta addolcisce, la mozzarella accompagna, il gorgonzola dà profondità e carattere senza sovrastare il resto.

Meno centrato l’impasto. Il cornicione è generoso ma non sviluppato. Al morso emergono zone più umide, soprattutto alla base e nella parte interna del bordo, alternate ad altre maggiormente asciutte e brunite. Una struttura quindi non del tutto uniforme e che finisce per appesantire leggermente il morso.

Resta una pizza interessante, costruita su ingredienti validi ma non perfettamente sostenuti dall’impasto.

Tre formaggi ben scelti, una buona idea di partenza e quella sensazione che, con un equilibrio più preciso tra fermentazione e forno, il risultato avrebbe potuto cambiare passo.

Gli arancini funzionano meglio

gli arancini di Pizzeria Popolare a Parigi

Gli arancini al ragù (4,50 €) seguono una logica diversa e, forse proprio per questo, convincono maggiormente.

Sono un prodotto diretto, senza particolare ambizione tecnica. La panatura accompagna un interno morbido e generoso, con riso, pomodoro e formaggio che restituiscono immediatamente quella sensazione di comfort food che ci si aspetta.

Non cercano la raffinatezza e non ne hanno bisogno. Sono fatti per essere messi al centro del tavolo, aperti ancora caldi e condivisi mentre la sala continua a muoversi intorno. In un locale che si chiama Pizzeria Popolare, questa immediatezza ha perfettamente senso.

Il vero punto di forza di Big Mamma

Ed è proprio a questo punto che la recensione diventa più interessante. Perché giudicare Pizzeria Popolare esclusivamente attraverso la pizza sarebbe probabilmente riduttivo.

Big Mamma non vende soltanto cibo italiano. Vende una rappresentazione molto precisa dell’Italia vista da Parigi: calorosa, rumorosa, abbondante, un po’ teatrale e decisamente fotogenica.

Naturalmente è un’immagine costruita. Ma il fatto che sia costruita non significa che non funzioni. Anzi.

Il gruppo è riuscito a trasformare questa estetica in un linguaggio riconoscibile, e Pizzeria Popolare ne è forse una delle espressioni più efficaci. Il ristorante è capace di accoglierti, divertirti e farti rimanere volentieri al tavolo anche quando ciò che hai mangiato non ti ha completamente convinto.

E questa, nel mondo della ristorazione, non è una qualità secondaria.

Vale la pena mangiare da Pizzeria Popolare a Parigi?

la pizza con il prosciutto di Pizzeria Popolare a Parigi

La risposta dipende da quello che state cercando.

Se l’obiettivo fosse trovare una delle migliori pizze napoletane di Parigi, dalla mia esperienza pretenderei qualcosa in più sul piano tecnico.

Se invece si cerca un locale centrale, giovane, piacevole, con una bella atmosfera e prezzi ancora relativamente accessibili per Parigi, allora Pizzeria Popolare diventa molto più interessante. Bisogna soprattutto ricordare dove siamo.

Alla fine, la pizza poteva essere migliore.

La serata, invece, ha fatto il suo dovere.

E qualche volta, soprattutto a Parigi, chi si accontenta gode.

Perché Pizzeria Popolare funziona

Big Mamma ha capito molto bene una cosa della ristorazione contemporanea: oggi non basta mettere qualcosa di buono nel piatto, bisogna costruire un posto nel quale le persone abbiano voglia di stare.

Da Pizzeria Popolare questa intuizione è particolarmente evidente. L’atmosfera prende le distanze dalla classica pizzeria e assume quella di una brasserie italiana dall’estetica rétro, calda e volutamente teatrale. Legno scuro, boiserie, marmo, ottone, sedie da bistrot e lampade dal gusto vintage costruiscono uno spazio abbondante di dettagli, sospeso tra Parigi e un’Italia idealizzata.

Ma sono soprattutto le bottiglie a prendersi la scena. Centinaia di etichette, amari, vermouth, gin e distillati riempiono scaffali e pareti retroilluminate fino quasi al soffitto, trasformando il bancone in una grande installazione luminosa. Di sera il vetro cattura la luce ambrata e la restituisce in riflessi rossi, verdi e dorati. Più che un bar, sembra una quinta teatrale.

La sala, però, non ha nulla di ingessato. I tavoli sono ravvicinati, le grandi tavolate invitano alla condivisione, le tovagliette di carta tengono tutto volutamente informale. I camerieri attraversano continuamente i tavoli, la musica si mescola al rumore dei piatti, dei bicchieri e delle conversazioni.

L’impressione è piuttosto quella di entrare in una serata già cominciata. Ed è forse questo il vero talento di Big Mamma: prendere una cena relativamente semplice e costruirle intorno un immaginario. Un’Italia allegra, generosa, esuberante, quasi cinematografica, filtrata attraverso un gusto parigino per la mise-en-scène.

La formula è chiara: al centro resta la pizza napoletana, preparata con impasti a lunga lievitazione e ingredienti italiani, affiancata da antipasti da condividere, paste e piatti della tradizione.

Non c’è l’ambizione di ricostruire filologicamente Napoli. C’è piuttosto il desiderio di raccontarne un’immagine: conviviale, abbondante, rumorosa, immediatamente riconoscibile. E in questo Pizzeria Popolare riesce molto bene.

La pizza è popolare a Parigi

Pizzeria Popolare a Parigi

18 gennaio 2020 – di Vincenzo Pagano

Innamorarsi di una pizzeria del Big Mamma Group è molto facile.

Pizze molto buone della tradizione napoletana. A Parigi, ma con prezzi di Napoli.

la margherita di Pizzeria Popolare a Parigi

Prendete la Margherita sfornata dal team capitanato da Giuseppe Cutraro a Pizzeria Popolare, uno dei locali del gruppo: classica, buona e costa 5 €.

E non siamo nella banlieue, nella periferia, ma al centro della Capitale transalpina. Un locale molto bello come quello al 111 di Rue Réaumur, nel 2° arrondissement dove c’è la  Borsa e, poco più a sud, il Louvre.

la fila davanti a Pizzeria Popolare a Parigi

C’è da citare il museo più famoso del mondo perché la fila che generano le pizze di Pizzeria Popolare sono confrontabili. Egualmente se date uno sguardo alle pizzerie napoletane sulla cresta dell’onda: Sorbillo, Ciro Salvo, Carlo Sammarco, Francesco Martucci.

La sequenza degli assaggi, non solo di pizza, ci fa consigliare di segnare l’indirizzo di Pizzeria Popolare in rubrica a Parigi e non solo per i turisti che oddio-proprio-non-ce-la-faccio-a-mangiare-piatti-del-luogo o i nostalgici di casa, ma proprio perché ha un favorevolissimo rapporto qualità-prezzo.

E metteteci anche Ober Mamma e la nuovissima La Felicità a Station F.

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