Roma, 20 settembre 2026 – Ci sono sconfitte che contano più di molte vittorie, serate in cui il verdetto del tabellone diventa quasi un dettaglio secondario rispetto alla grandezza del percorso. Alla Lace Arena del TD Place di Ottawa, la Nazionale italiana di basket in carrozzina si è fermata a un passo dal gradino più alto del podio, piegata in finale dalla potenza dell’Australia per 81-57. Ma l’amarezza per l’ultimo atto svanisce subito di fronte alla portata di un’impresa senza precedenti: l’argento conquistato dagli azzurri guidati da coach Fabio Castellucci rappresenta il miglior risultato mai ottenuto dall’Italia nella storia dei Campionati Mondiali. Prima di questa cavalcata canadese, il punto più alto toccato dal movimento azzurro era stato il quarto posto del 2010. L’Italia chiude un torneo straordinario, giocato a ritmi altissimi, arrendendosi soltanto nell’ultima sfida dopo aver infilato una serie di successi memorabili contro le superpotenze della disciplina.
Il muro giallo-verde e la legge di Brown
La finalissima si apre subito sotto il segno dell’intensità. I Rollers australiani partono a spron battuto: pressione a tutto campo, transizioni fulminee e una circolazione di palla che mette a dura prova i meccanismi difensivi dell’Italia. L’inizio azzurro è contratto, complice una difesa avversaria aggressiva che costringe spesso i ragazzi di Castellucci a cercare soluzioni forzate nei secondi finali del possesso. L’Australia spinge sull’acceleratore grazie alle invenzioni di O’Neill-Thorne (19 punti alla fine per lui) e alle penetrazioni devastanti di Jontee Brown. Il giovane talento da 28 punti si conferma un enigma irrisolto per chiunque, spingendo subito i suoi avanti. L’Italia prova a restare aggrappata alla gara con i canestri di Giulio Maria Papi e Filippo Carossino, ma le folate avversarie scaveranno il primo vero solco già prima dell’intervallo lungo, chiuso sul 47-31 per la selezione oceanica. Nella ripresa l’Italia tenta la scossa dell’orgoglio. Un paio di giocate pregevoli di Papi e l’impatto da sotto di Sbuelz riavvicinano gli azzurri fino al -10, facendo intravedere la possibilità di una rimonta. Si tratta però dell’ultimo vero brivido per i Rollers: l’Australia ritrova continuità da fuori e sfrutta i contropiedi in campo aperto per riallungare in maniera definitiva, mettendo le mani sul terzo titolo iridato della sua storia dopo i trionfi del 2010 e del 2014.
Un cammino da incorniciare
Guardare soltanto al punteggio finale sarebbe un errore. Gli azzurri sono arrivati all’atto conclusivo imbattuti, superando ostacoli che fino a pochi anni fa sembravano insormontabili. Nel girone è arrivata la fragorosa vittoria contro gli Stati Uniti campioni uscenti, seguita nella fase a eliminazione diretta dalle affermazioni su Argentina, Polonia e soprattutto sulla Gran Bretagna in semifinale, autentica colonna del movimento mondiale. Le prestazioni di Filippo Carossino (miglior marcatore azzurro anche in finale con 16 punti) e la leadership di Giulio Maria Papi hanno dimostrato che il gruppo azzurro possiede ormai la maturità per stare stabilmente nell’élite globale. Accanto ai veterani come Ahmed Raourahi, l’integrazione di forze fresche come Boganelli e Sbuelz e l’apporto dalla panchina di pedine storiche come De Maggi confermano la solidità di un progetto tecnico a lungo termine.
Lo sguardo verso Los Angeles
I gradi di vicecampioni del mondo regalano una consapevolezza del tutto nuova. La medaglia d’argento ottenuta in Canada non è un punto d’arrivo, ma la pietra angolare su cui costruire il prossimo ciclo olimpico. Il percorso verso le Paralimpiadi di Los Angeles parte ora da basi incredibilmente solide: l’Italia non è più una sorpresa o una mina vagante, ma una realtà di prima grandezza nel panorama internazionale. La finale di Ottawa lascia in dote un argento lucentissimo e la certezza che il basket in carrozzina italiano ha abbattuto l’ennesima barriera.
Tabellino della gara
ITALIA – AUSTRALIA 57-81
(Parziali: 14-21, 31-47, 43-66)
ITALIA: Carossino 16, Papi 11, Sbuelz 8, Raourahi 6, Giaretti 4, Saaid 2, Benvenuto 7, De Maggi 1, Boganelli, Leard 2. All.: Fabio Castellucci.
AUSTRALIA: Brown 28, O’Neill-Thorne 19, Latham 10, Knowles 8, Pinder 2, Tyndall 2, Evans, Pople 3, Leard 2, Edwards, Wetzel, Stibbers. All.: Brad Ness.