Roma, 20 settembre 2026 – “Sta per arrivare in Consiglio dei Ministri un provvedimento che introduce per legge il numero degli studenti stranieri per classe. Il numero massimo, si intende, chiaramente. E non solo, introduce anche l’obbligo per i genitori di studenti stranieri con problemi gravi di inserimento scolastico di imparare l’italiano e introduce il divieto di burqa e niqab a scuola“. Sono le novità annunciate dalla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nell’intervento conclusivo di Fenix, la festa di Gioventù nazionale, formazione giovanile del suo partito, annunciando l’arrivo di un provvedimento per vietare l’uso del burka a scuola.
“A scuola si va a viso scoperto e in Italia nessuno, in nome di una vera o presunta tradizione, può decidere che una giovane donna debba nascondersi. La parità tra uomo e donna non è negoziabile. Non lo è nelle nostre strade, non lo è nelle nostre scuole”, ha aggiunto Meloni.
“Non esiste che in una classe italiana a sentirsi in un angolo siano bambini italiani perché sono diventati la minoranza. Non si può fare. Chiamare tutto questo integrazione è un’altra menzogna, una menzogna comoda per chi vive di ideologia, per chi ci fa la morale dai salotti e poi i propri figli li manda in scuole nelle quali questo problema non esiste”, ha tuonato la leader di FdI. Un bambino, ha aggiunto, “deve imparare la nostra lingua, conoscere la nostra cultura, rispettare le nostre regole. È l’unico modo serio di accogliere”.
L’attacco a Schlein
Poi l’attacco frontale a Schlein. “Abbiamo portato il fondo di finanziamento ordinario per l’università al suo livello più alto di sempre, lo strumento che serve a pagare i docenti, il personale, a mantenere le strutture, ad aprire nuove aule, fare manutenzione, pagare i servizi degli studenti. Oggi il fondo è 9,4 miliardi di euro, che è il 25% in più rispetto al 2019 e mi perdonerete se sono così didascalica, però ho sentito dire proprio in questi giorni la segretaria del Partito democratico Elly Schlein che Meloni sull’università taglia e apre ai privati. Ora io voglio chiedere: Elly cara, carissima ma è possibile che tu non riesca a trovare un solo argomento vero per contestare? Uno vero, ti prego. Te li do io, te li do io se vuoi, perché siamo imperfetti anche noi, ma ti prego una volta vera dilla. Una ti prego! Te le passo io sottobanco. Pure noi qualcosa sbagliamo, ma una vera… Non ce se la fa. Come facciamo ad avere tagliato sull’università se oggi il fondo di finanziamento è di 9,4 miliardi e quando siamo arrivati eravamo a 8,6. E si sa che io non sono un fenomeno in matematica, ma lì arrivo. Non si può fare opposizione così su tutto”, ha tuonato Meloni.
“Pensavamo di cantare insieme bollo ciao”
Stesso discorso – secondo la premier – per il bollo auto. “Non si può fare opposizione così su tutto. Cioè, è un dato statistico che su 5.000 cose una buona la dobbiamo aver fatta, una. Manco quando abbiamo tolto il bollo della macchina a 14 milioni di veicoli gli è andata bene. Una volta che pensavamo di poter cantare insieme bollo ciao, bollo ciao, niente, non gli è andato giù manco questo. Loro lo vogliono pagare il bollo, loro lo vogliono pagare perché lo abbiamo tolto noi. Gli faremo il conto corrente dedicato per i nostalgici del bollo auto, così lo possono pagare”.
Tajani e le gonne lunghe: “Frase uscita male”
La premier ha poi difeso il vicepremier Tajani sulla frase pronunciata dal leader di Forza Italia sulle ragazze “affidabili che mettono gonne più lunghe”. “Penso che sia semplicemente una frase uscita male, non ingigantirei il fatto”, ha minimizzato Meloni.