Tutti i “non ricordo” del generale Garofano e dei suoi uomini al Ris: “Un sequenziatore di Dna aveva un bug”, “Marino era contento per il risultato sui pedali”

Pavia, 30 settembre 2026 – In Procura a Pavia, in questo settembre, sono i giorni degli ufficiali del Ris. La questione è basilare: il Dna sulla pedaliera della bicicletta da uomo di Alberto Stasi marca ”Umberto Dei”. Il 19 settembre del 2007 il campione bu_p viene attribuito dagli esperti di Parma, ”oltre ogni ragionevole dubbio”, a Chiara Poggi, la vittima. Ma il giorno dopo, 20 settembre, due corse elettroforetiche danno un esito completamente negativo: il Dna è assente. Di queste controanalisi, assolutamente negative, non viene informata la Procura di Vigevano, che indaga sull’omicidio di Chiara Poggi.

La bicicletta sequestrata ad Alberto Stasi in una delle immagini allegate alla consulenza di parte civile nel processo per l’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto a Garlasco all’interno dell’abitazione della studentessa il 13 agosto 2007 ANSA/IMMAGINE ALLEGATA ALLA CONSULENZA DI PARTE CIVILE

Alberto Marino, all’epoca capitano, è tuttora in servizio al Ris con il grado di tenente colonnello. Viene ascoltato nella mattinata del 10 settembre dal procuratore aggiunto Stefano Civardi e dal pm Valentina De Stefano.

https://www.ilgiorno.it/pavia/cronaca/alberto-stasi-poteva-essere-scagionato-m5jim8af

Si parte (e viene mostrato) dal tracciato elettroforetico della “corsa” eseguita il 19 settembre alle 15.34. Si trattava, precisa l’ufficiale, “di un tracciato che necessitava di essere approfondito e migliorato amplificando parte del contenuto della provetta disponibile, all’incirca 50 microlitri”.

Con quale profilo genetico è stato confrontato? “Avevamo – è la risposta – il profilo di Chiara Poggi da tutte le tracce di sangue”. All’esito –  chiedono i pm –  delle corse elettroforetiche del 19 settembre 2007 alle ore 18.37 risultano due tracciati che restituiscono inequivocabilmente il profilo di Chiara Poggi. Che cosa fa? “Sicuramente ho informato la mia scala gerarchica e quindi sono certo di averne parlato con il colonnello Garofano. Verosimilmente l’ho fatto la sera stessa. Non ho informato io l’autorità giudiziaria perché i rapporti li teneva l’allora colonnello Garofano”.

https://www.quotidiano.net/cronaca/omicidio-chiara-poggi-impronta-scarpa-andrea-sempio-pdfik6g1

Si entra così nel ”cuore” della questione. I pm mettono in evidenza che il 20 settembre, invece, “risultano due corse elettroforetiche totalmente negative caricate al sequenziatore da ‘Marino’ alle ore 17.33″. “Non ho memoria del fatto, ma potrebbe essere sbagliata la data. Ricordo che c’erano due sequenziatori e uno aveva un bug e non indicava correttamente la data”.

I doppi esami del 19 settembre hanno dato un esito inequivocabile della presenza del Dna della vittima. Allora, perché il 20 si torna sullo stesso campione? “Per voler ulteriormente approfondire”. Dopo il risultato nullo che cosa ha fatto? “Non ho nessun ricordo specifico. Se non c’è nessun dato, ci siamo fermati. Non posso escludere di aver fatto vedere anche a Fabbri o Avato (all’epoca consulenti della difesa di Stasi, ndr) le due corse negative”. Ha parlato con il colonnello Garofano delle due corse negative? “Presumo di sì”.

Alberto Stasi all'esterno del tribunale di Pavia il 18 dicembre 2025 (Torres)
Alberto Stasi all’esterno del tribunale di Pavia per l’incidente probatorio nell’inchiesta su Andrea Sempio, Pavia (Garlasco), 18 dicembre 2025. ANSA/ PAVIA PRESS/PAOLO TORRES

Pochi giorni fa. Il 25 settembre viene ascoltato Luciano Garofano, oggi generale in pensione, al tempo comandante del Ris. È anche il giorno di Marco Pizzamiglio, un ufficiale che dal suo arrivo, nel 1996, ha ricoperto diversi incarichi nel Reparto di Parma. Risponde alle domande delle pm Valentina De Stefano e Giuliana Rizza.

Andrea Sempio

Nel 2007 ha smesso di occuparsi dell’omicidio di Garlasco dopo il rientro di Garofano dalla ferie in Brasile. Si ricorda in particolare qualcosa relativamente al Dna di Chiara Poggi rinvenuto sulla bicicletta di Alberto Stasi? “Ha fatto tutto Marino. Ricordo che un giorno era contento in corridoio per il risultato che credo fosse quello sui pedali, ma non me ne aveva parlato direttamente”. Lo ribadisce anche più avanti quando gli viene chiesto se ha altri ricordi sulle analisi della pedaliera. “Non non ho alcun ricordo in merito. Che io ricordi Marino ha svolto tutti gli accertamenti da solo unitamente ai consulenti delle difese”.

https://www.quotidiano.net/cronaca/garlasco-difesa-stasi-dati-negativi-dna-bicicletta-disintegriamo-condanna-auwz5uqy

Era prassi che le consulenze venissero trasmesse direttamente alla Procura dal consulente e firmate solo da quest’ultimo. Sul punto le pm hanno una osservazione da fare: le consulenze di Mattei e Marino sono firmate dal colonnello Garofano. Come lo spiega? “Non lo sapevo, se mi dite questo vuol dire che è stata considerata come una indagine del Reparto e non come una consulenza tecnica. Io però ricordo che la dottoressa Muscio (il sostituto procuratore di Vigevano che coordinava le indagini sull’omicidio di Garlasco – ndr) voleva che le indagini fossero fatte come consulenza tecnica anche perché anche io le avevo consigliato di farlo come attività del Reparto, ma lei non aveva voluto”.

È ricca di non ricordo anche la breve testimonianza resa dall’ex generale del Ris di Parma Luciano Garofano ai pubblici ministeri di Pavia che lo hanno sentito come testimone il 25 settembre. Al centro del confronto c’è sempre il 19 settembre 2007, quando il profilo genetico della vittima compare sul campione Bu_p prelevato da entrambi i pedali della bici di Stasi. “Non ho alcun ricordo preciso del fatto. Posso solo dire che, in quanto comandante del Ris, il capitano Marino mi ha sicuramente informato, non so dire come e quando”.

https://www.quotidiano.net/cronaca/indagini-chiuse-ris-nel-mirino-394c16e2

Anche sul ricordo legato alla discussione o revisione della relazione del 24 settembre del 2007 che porta al fermo, non convalidato, dell’ex bocconiano, l’ex generale svela che “non ho alcun specifico ricordo. Non ho memoria di aver visionato o commentato gli elettroferogrammi. Potrei solo riferire che da comandante trasmettevo gli atti che avevo letto. Non posso tuttavia riferire nulla di particolare”.

Luciano Garofano
IMAGOECONOMICA

E “nessun” ricordo emerge sugli eventuali confronti avuti con il collega Marino dal 19 al 24 settembre 2007. È “verosimilmente” lui, ma “non ricordo quando” ad avvertire la pm di Vigevano Rosa Muscio della traccia genetica sul pedale, ma alla domanda se ricorda di aver visto altri elettroferogrammi successivi al 19 settembre 2007 riferiti allo stesso reperto campione la risposta è “No”.