L’IA punta Wall Street: “Pericoli per l’umanità”. E i rischi diventano asset

Roma, 30 settembre 2026 – Il rischio esistenziale è pronto a quotarsi a Wall Street. Anthropic, la società americana che ha creato Claude, uno dei modelli di frontiera dell’intelligenza artificiale generativa, lo ha scritto nero su bianco nel prospetto finanziario per il previsto sbarco in Borsa: i suoi software possono creare pericoli “catastrofici o esistenziali” per l’umanità. Ben 80 pagine su 261, il doppio di quelle dedicate a spiegare come funziona il business, sono dedicate ai potenziali comportamenti imprevedibili dell’IA: auto-preservazione, tentativi di resistere allo spegnimento,  manipolazione delle informazioni e ricatti.

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E proprio ieri, mentre il mondo leggeva questi scenari alla Terminator, il papà di Claude, Dario Amodei, si è incontrato a pranzo con Donald Trump. Per il presidente americano questi allarmi sono “bufale” e il vertice sulla “super intelligenza” con il gotha di Big Tech (trenta tra i maggiori imprenditori nel settore) dimostra che ormai il rischio è diventato un asset. Di marketing e di potere. Anthropic ha costruito il proprio marchio sul “safety-first”, la sicurezza prima di tutto. E l’avvertimento contenuto nel prospetto rafforza questa narrativa: noi abbiamo il coraggio di guardare l’abisso e fermarci prima del baratro, mentre gli altri vanno avanti con gli occhi bendati.

Farsi riconoscere come i più responsabili ha un senso prima di tutto economico: l’azienda punta a una capitalizzazione di 2.000 miliardi di dollari, nonostante perdite operative superiori agli otto miliardi e ricavi per 4,6 miliardi. Il rischio, quando si brucia cassa a queste velocità, va trasformato in un vantaggio competitivo. Ma ha anche un senso politico. Amodei aveva già cenato in privato con Trump domenica. Ieri, al pranzo alla Casa Bianca al tavolo del presidente c’erano Mark Zuckerberg (Meta), Elon Musk (SpaceX), Sundar Pichai (Google) e Jensen Huang (Nvidia). A pochi metri di distanza anche Sam Altman (OpenAI), Alex Karp (Palantir), Satya Nadella (Microsoft), Jeff Bezos (Amazon) e lo stesso Amodei. Il tycoon vuole velocità e vantaggio sulla Cina: non vuole rallentare in nome della sicurezza né, come ha ribadito ieri, collaborare col Dragone. Inserire in un documento destinato agli investitori la possibilità di esiti catastrofici alza il costo politico per chi decide di ignorarli. È soft power puro: chi controlla la narrativa sul pericolo guadagna accesso privilegiato ai processi decisionali e potrà influenzare l’ampiezza del mercato (tagliando fuori principalmente i modelli open source, ovvero con codice liberamente consultabile e modificabile).

Il risultato è un circolo difficile da spezzare. Il mercato sta già prezzando (i 2.000 miliardi) la gestione del rischio esistenziale. E da ieri la politica sarà costretta a confrontarsi con documenti ufficiali. Questo non rende necessariamente gli allarmi meno genuini. Li rende però inseparabili dagli interessi di chi li formula. L’amministratore delegato di Anthropic ha appena dimostrato che si può avvertire gli investitori che il proprio prodotto potrebbe sterminare l’umanità e contemporaneamente chiedere loro di finanziarlo a cifre stratosferiche. E farlo dopo aver cenato con un presidente che considera tutti questi allarmi una bufala.