“Abbiamo avuto finalmente verità e giustizia, lunedì, in un’aula di tribunale, da una Corte che era l’unica legittimata a riconoscerle”. Paola e Claudio Regeni, in un’intervista a la Repubblica, parlano per la prima volta dopo la sentenza sul sequestro, le torture e l’uccisione del figlio Giulio e chiedono al governo italiano di cambiare atteggiamento nei confronti dell’Egitto.
Le parole di Paola e Claudio Regeni
“Proviamo tanti sentimenti ed emozioni differenti tra di loro – sottolineano – non è stato facile metabolizzare e comprendere fino a fondo e nell’immediatezza la portata della sentenza”. Secondo i genitori di Regeni “in tutti questi anni non si può certo dire che il governo del nostro paese ci abbia sostenuto nell’ottenere collaborazione dal regime egiziano. Collaborazione che in effetti non è mai esistita”.
Ora, sostengono, il governo italiano “dopo che è stata ottenuta giustizia, nonostante le sue precedenti ‘inerzie’, avrebbe l’occasione di riscattarsi, di dimostrare ai cittadini, con un reale moto d’orgoglio, che la dignità di un Paese non è negoziabile, e che la nostra democrazia non può costantemente essere presa in giro e messa in un angolo dall’arroganza di un regime. Anche se in quel regime ci sono riserve energetiche”
“Come abbiamo detto dopo la lettura della sentenza, l’Italia non può che prendere atto di quanto deciso dalla Corte d’Assise – aggiungono i Regeni-. Reclamare il risarcimento del danno come richiesto dall’Avvocatura dello Stato e rompere i rapporti con un paese che è lontano dall’essere sicuro, tanto che tortura e uccide anche i cittadini degli Stati amici”.
Infine Paola e Claudio chiedono di non rimuovere gli striscioni gialli dedicati a Giulio: “Chiediamo a tutti di tenere ai loro polsi i bracciali gialli, esposti ai loro balconi gli striscioni e di continuare a creare ed ‘abitare’ le panchine gialle, perché la giustizia, in una sentenza emessa in nome del popolo italiano, è stata scritta. Ma ora deve essere agita!”.
L’articolo Paola e Claudio Regeni: “Giulio ha avuto giustizia, ora l’Italia non si pieghi ai ricatti dell’Egitto” proviene da Blitz quotidiano.