Edin Dzeko dice addio alla Bosnia: ultima gara a Zenica per la leggenda del calcio balcanico! «La maglia che amerò per il resto della mia vita»

Dzeko, arriva l’ultima ed emozionante gara con la Bosnia: la dedica del capitano prima dell’addio e i dettagli del match

Si chiude una pagina memorabile e irripetibile per il calcio internazionale. Edin Dzeko indosserà per l’ultima volta la maglia della Bosnia ed Erzegovina nella sfida di qualificazione contro la Svezia, nella cornice del Bilino Polje di Zenica. L’esperto centravanti, oggi in forza allo Schalke 04 — attaccante dalla struttura imponente, dotato di straordinaria tecnica e senso del gol perfezionato con le maglie di Roma e Inter —, lascia la rappresentativa nazionale all’età di 40 anni dopo un percorso da record da 151 presenze ufficiali.

Il simbolo del riscatto di una nazione

Dzeko non rappresenta solo il miglior marcatore di sempre e lo storico capitano della selezione balcanica. Cresciuto a Sarajevo tra i drammi del conflitto degli anni ’90, la sua carriera ha incarnato la rinascita sociale e sportiva di un intero popolo. Con le sue giocate e la sua leadership, la punta ha guidato la Bosnia alle storiche partecipazioni ai Mondiali, a partire dalla prima e memorabile spedizione in Brasile nel 2014, fino alla più recente campagna iridata.

In panchina a guidare la squadra in questo momento dal forte impatto emotivo ci sarà Sergej Barbarez, Commissario Tecnico ed ex bandiera della Nazionale, chiamato a gestire il minutaggio del centravanti d’attacco prima del tributo definitivo.

L’omaggio al numero 11 e la cerimonia benefica

I tifosi del gruppo organizzato “BH Fanaticos” hanno predisposto un omaggio speciale: al minuto 11 scatterà una standing ovation con coreografia dedicata alla storica maglia indossata dal capitano. Al termine dei novanta minuti, la Federcalcio bosniaca terrà una cerimonia ufficiale sul terreno di gioco con guardia d’onore e premi celebrativi.

La serata avrà anche una spiccata finalità benefica in collaborazione con l’associazione Pomozi.ba. I sostenitori presenti sugli spalti lanceranno in campo centinaia di peluche durante il giro d’onore finale di Dzeko, che verranno successivamente destinati alle strutture e alle case d’accoglienza per minori in tutto il Paese.

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IL MESSAGGIO – «A volte mi chiedevo quando sarebbe arrivato questo momento… Ma non ho mai immaginato quanto sarei stato emozionato scrivendo queste parole. Il 2 ottobre, contro la Svezia, giocherò il mio ultimo incontro per la nostra squadra nazionale. Niente nella mia carriera ha mai paragonato l’orgoglio che ho provato ogni volta che ho indossato quella maglia. Niente. Era il mio sogno d’infanzia, un sogno che ho portato con me in ogni una delle 151 occasioni in cui ho avuto l’onore di rappresentare il mio paese in un campo da calcio.

Ero sempre orgoglioso di farlo, proprio come l’ho fatto la prima volta. Sono passati quasi venti anni da quel match contro la Turchia. Tante cose sono cambiate, e anch’io sono cambiato, ma il mio amore per questa maglia non l’ha mai fatto. Ora sento che è arrivato il momento di fare un passo indietro. Se sono arrivato a 40 anni con la squadra nazionale, è perché ho dato davvero tutto ciò che avevo. Ogni volta. Tutto. Giocare per la mia nazione è stata l’opportunità più emozionante che il calcio abbia mai dato a me.

La sensazione che ho provato quella sera contro il Galles, e poi a Zenica contro l’Italia a marzo, rimarrà per sempre nel mio cuore. Vedere la mia gente celebrare per le strade delle nostre città è stato un altro dono incredibile che il calcio mi ha dato. C’è il tempo per ringraziare tutti coloro che sono stati al mio fianco e mi hanno sostenuto durante questo meraviglioso viaggio. Per ora, spero che saranno lì quella sera contro la Svezia, così possiamo condividere un’emozione in più… Perché ognuna di queste incredibili esperienze è stata qualcosa che abbiamo vissuto insieme.

E questo è il modo in cui voglio vivere la mia ultima notte rappresentando il mio paese: con tutti voi al mio fianco, indossando la maglia che ho amato fin da quando ero ragazzo – e la maglia che amerò per il resto della mia vita».