Finalmente soli in vacanza: “Venite in Svezia, il paradiso degli introversi”. E lo spot diventa virale sui social

Introversi di tutto il mondo, non unitevi, perché da bravi introversi state meglio da soli, però andate in vacanza in Svezia. C’è anche un’agenzia turistica specializzata, si chiama “Introvert Travel Agency”, la trovate su Internet e vende una sola destinazione: la Svezia. L’unico difetto è che non esiste. L’ha inventata ‘Visit Sweden’, l’ente del turismo locale, nell’ambito di una campagna pubblicitaria che è la cosa più geniale partorita dagli svedesi dai tempi dei film di Bergman: decisamente più divertente, però.


L’idea è che la Svezia sia “il paradiso degli introversi”. L’agente di viaggio fake che compare in video, vestito dei colori nazionali, il blu e il giallo, siede dietro una scrivania dove compare il cartello, “No small talk please”, niente chiacchiere, per favore. E illustra un sondaggio internazionale secondo il quale il 41% dei turisti si dichiara introverso (percentuale che sale al 48 nel caso dei sudditi britannici, che socializzano anche meno degli scandinavi) e proclama la necessità di prendersi una vacanza dalle vacanze, almeno quelle funestate da una sgradevole contiguità con altri bipedi, che magari pretendono pure di parlarti.

Un'immagine della campagna turistica lanciata dalla (finta) “Introvert Travel Agency”

E qui è davvero curioso che l’acronimo della Introvert Travel Agency sia ITA perché sul sito si fustigano “le attrazioni affollate, gli ambienti rumorosi, i mezzi pubblici stipati” e in generale “la mancanza di spazio personale”, il che sembra una perfetta descrizione, appunto, della vacanza italiana media (però speriamo che i turisti introversi non vadano mai in Cina: potrebbero avere un collasso). In Svezia, tutto il contrario.

Lì, fanno sapere dall’ITA tutti contenti, “il silenzio non richiede necessariamente di essere colmato”, quindi per tutto il viaggio puoi serenamente non rivolgere la parola a nessuno e, soprattutto, puoi essere quasi certo che nessuno la rivolga a te. Ma il vero capolavoro d’ironia, che basta a smentire il luogo comune che gli scandinavi non abbiano senso dell’umorismo (film di Bergman a parte), sono le sette ragioni per cui l’introverso dovrebbe visitare la Svezia. Per esempio, ci sono 267.570 isole, “dove rifugiarsi per allontanarsi dalla folla e immergersi nella natura” e, testuale, “alcune offrono persino un letto comodo”.

Un'immagine della campagna della Svezia

Si apprende anche che sui mezzi pubblici, ovviamente semivuoti, non è affatto maleducato occupare con lo zaino il posto accanto al proprio, scoraggiando così un altro eventuale viaggiatore non introverso, non scandinavo, non luterano che magari vorrebbe attaccare bottone e scambiare qualche “small talk”. E ancora: “La Svezia ha una delle densità di popolazione più basse d’Europa, con ampi spazi aperti, foreste e laghi. Trovare un angolo tutto per sé, quindi, è raramente un problema. È molto probabile che il tuo vicino più prossimo – e più rumoroso – sia un uccello”.

È molto probabile che il tuo vicino più prossimo – e più rumoroso – sia un uccello

C’è poi la questione della “fika”, con la kappa per carità, che per un italiano può dare luogo a equivoci potenzialmente catastrofici (o, viceversa, piacevolissimi). Trattasi in effetti di una merenda a base di caffè, e già qui cominciamo male perché il caffè piace poco se non si è a Napoli, figuriamoci a Stoccolma, girella alla cannella e chiacchiere. Ma attenzione: nulla di casuale. Non è che ti metti ad accettare girelle da uno sconosciuto, no.

Raccomanda l’ITA: “Scegli una persona che ti piace, accordati su un orario – meglio se con qualche giorno di anticipo – e incontratevi in un bar. Gli svedesi, proprio come gli introversi, tendono ad apprezzare un po’ di pianificazione. Una volta finite le girelle, puoi sempre ordinare un altro caffè. Oppure puoi semplicemente salutare e tornare a casa a fare il bucato. Socializzazione: fatto”. Una botta di vita, proprio.