Paura per il Papa: “Ho un nodulo al polmone”. Il ricovero al Gemelli martedì, degenza di circa 7 giorni

Città del Vaticano, 11 ottobre 2026 – Arriva inaspettata la notizia che Papa Leone XIV ha un nodulo al polmone e dovrà operarsi. È lo stesso Pontefice a dare l’annuncio che fa temere per la sua salute. “I medici mi hanno trovato un nodulo al polmone allo stato iniziale e ben localizzato. I medici ritengono opportuno intervenire e allora seguendo i loro consigli ho deciso di operarmi per toglierlo. L’intervento è già programmato per i prossimi giorni”, è l’annuncio del Pontefice rivolgendosi dalla finestra del Palazzo Apostolico Vaticano ai fedeli e pellegrini riuniti in Piazza San Pietro per l’Angelus.

Ricovero martedì al Gemelli

L’intervento chirurgico per la rimozione del nodulo è previsto “per i primi giorni della prossima settimana” e “il tempo previsto per il ricovero post operatorio è di circa una settimana”, ha reso noto Matteo Bruni, portavoce della sala stampa della Santa Sede.

Il Papa, secondo quanto si apprende, dovrebbe essere operato al Policlinico Gemelli di Roma. Il ricovero potrebbe essere nella giornata di martedì. Al momento la sua agenda resta invariata, a parte gli appuntamenti immediati della prossima settimana. Sarebbe anche confermato, al momento, il viaggio apostolico programmato per novembre. 

Meloni: rincuorata dalla sua serenità

“Desidero rivolgere al Santo Padre la mia vicinanza personale e quella del Governo italiano per la prova che è chiamato ad affrontare nei prossimi giorni”, ha dichiarato il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni. “La serenità e la tranquillità con cui ne ha parlato nell’Angelus di oggi ci rincuorano. Sono certa che – conclude la Premier – anche il popolo italiano non farà mancare il proprio sostegno e il proprio affetto”.

“Non sempre il bene che offriamo è compreso”

Il Papa ha poi continuato a proclamare l’Angelus. “Non sempre il bene che offriamo è compreso, riconosciuto, apprezzato, anzi a volte è frainteso e respinto. Ma ciò non deve scoraggiarci”, ha detto Leone XIV commentando il Vangelo del giorno. Il Pontefice ha quindi sottolineato che la gioia annunciata dalla Chiesa “non è artificiale, ma profonda, concreta, reale, bella come i volti delle persone che incontriamo, vera come il lavoro, i sorrisi, le lacrime, le strette di mano, i gesti di bene delle nostre giornate. Ed è un dono di Dio, per la salvezza del mondo”. 

Il Pontefice ha poi lanciato un appello: “La guerra, nella martoriata Ucraina, continua a causare sofferenze anche ben oltre i suoi confini, soprattutto nei Paesi più poveri dove tante persone dipendono dalle importazioni di cereali. Rivolgo un accorato appello alle parti in conflitto affinché consentano il trasporto sicuro dei cereali del Mar Nero”. “Il pane quotidiano di milioni di persone non può essere ostaggio della guerra”, ha continuato. 

“Vi ringrazio per la vostra vicinanza spirituale e mi affido alla vostra preghiera”, ha concluso il Papa rivolgendosi ai fedeli.