
Dopo 7 lunghe ore di riunione, Inail, Governo e sindacati hanno trovato l’accordo e siglato il protocollo per i vaccini in azienda con l’inizio della campagna massiva a maggio: il canale del vaccino somministrato in azienda sarà di fatto parallelo alla rete ordinare nazionale e non alternativo, questo l’accordo trovato tra i Ministri Speranza (Salute) e Orlando (Lavoro) con i segretari generali dei sindacati e l’Inail. Il protocollo prevede che le aziende predispongono un piano aziendale all’Azienda Sanitaria di riferimento, dichiarando «il numero di vaccini richiesti per le lavoratrici e i lavoratori disponibili a ricevere la somministrazione, in modo da consentire all’Azienda Sanitaria la necessaria programmazione dell’attività di distribuzione».
Non vi sarà alcun obbligo a procedere con le vaccinazioni, sarà invece adesione volontaria per tutti i lavoratori che lo desiderassero: i costi invece dell’intera gestione vaccinale ricadranno sul datore di lavoro, mentre la fornitura dei vaccini «dei dispositivi per la somministrazione (siringhe e aghi) e la messa a disposizione degli strumenti formativi previsti e degli strumenti per la registrazione delle vaccinazioni eseguite è a carico dei Servizi Sanitari Regionali territorialmente competenti». Esattamente come avviene con il piano vaccinale nazionale del commissario Figliuolo, anche per i vaccini in azienda vi sarà un consenso informato da siglare dopo «il previsto triage preventivo relativo allo stato di salute». Da ultimo, chi concretamente effettuerà i vaccini saranno gli operatori sanitari in locali idonei all’interno dell’azienda: «Le aziende possono ricorrere a strutture sanitarie private e concludere una specifica convenzione con strutture in possesso dei requisiti per la vaccinazione, con oneri a proprio carico, ad esclusione della fornitura dei vaccini che viene assicurata dai Servizi Sanitari Regionali», conclude il protocollo Inail.
ACCORDO GOVERNO-INAIL-SINDACATI: LE REAZIONI
Soddisfazione dai tre settori coinvolti nel protocollo siglato ieri sera – sindacati, politica e aziende: «Penso che siano accordi perfettibili ma credo che oggi sia più importante mettere un punto fermo e poi riservarsi la possibilità di integrazione, piuttosto che attendere l’optimum ma che poi rischia di non arrivare», commenta il Ministro Orlando al termine della riunione-fiume, «si è evitata la sindrome che spesso caratterizza la politica: quella dell’anno zero. Mi auguro che questo spirito possa caratterizzare anche le prossime impegnativi appuntamenti che abbiamo di fronte: la riforma gli ammortizzatori sociali e le crisi industriali oltre alla gestione nel concreto delle riaperture e della ripartenza». Per il n.1 di Confapi Maurizio Casasco con l’accordo di ieri «l’Italia non può permettersi fratture tra le parti sociali: è necessario capire che l’avversario da combattere sono il covid e le sue varianti. E l’accordo va propria in questa direzione. Voglio dire grazie al ministro Orlando, per la serietà e la grande capacità messe in campo, al Ministero dello Sviluppo Economico e al Ministero per la Salute: con il contributo di tutti si è arrivati a un risultato per niente scontato ma davvero importante». Per Cgil, Cisl e Uil l’accordo è di fatto una intesa «centrale e importante» (Landini), «con doppia firma assicurata sicurezza e coerenza» (Bombardieri), «revisione importante del precedente protocollo» (Sbarra).
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