MONITORAGGIO ISS 9 APRILE, INDICE RT IN CALO A 0.92/ Attesi nuovi colori regioni

Cala ancora l’indice Rt in Italia, l’indice che indica quanto sia infettiva una persona. Allo stato attuale, in base a quanto emerso dall’analisi dei dati della cabina di regia per il monitoraggio dell’ultima settimana, si è assestato su quota 0.92. Ciò significa che per la seconda settimana consecutiva è risultato essere in calo rispetto al precedente indice Rt, che era invece di 0.98 (0.06 punti di calo in sette giorni). Un dato senza dubbio positivo che si sposa quindi con la tendenza delle ultime due settimane circa una diminuzione dei contagi in Italia, grazie alle rigide misure restrittive attuate ormai da un mese a questa parte.

Per quanto riguarda invece l’incidenza, il numero di casi ogni 100mila abitanti, da segnalare un altro forte calo, grazie anche al lockdown di Pasqua: la scorsa settimana era di 232 casi ogni 100mila, mentre oggi è di 185, ricordando che la soglia rischio è di 250. Altro dato da segnalare, infine, è il lento allentamento di pressione nei confronti degli ospedali, e anche ieri si sono registrati 20 posti letto liberati in terapia intensiva e ben 465 in degenza normale. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

MONITORAGGIO ISS 9 APRILE E INDICE RT, NUOVI COLORI REGIONI: CHI PUÒ CAMBIARE DAL 13

L’Italia oggi diventerà più “arancione” alla luce del nuovo monitoraggio settimanale dell’Istituto superiore di sanità (Iss), che verrà esaminato dalla Cabina di regia e porterà alle nuove ordinanze del ministro della Salute Roberto Speranza. Molte Regioni che si trovano attualmente in zona rossa sperano, infatti, di passare in quella arancione. Così quasi tutta l’Italia martedì 13 aprile potrebbe ritrovarsi in zona arancione. Alla luce degli ultimi dati disponibili, che però devono trovare conferma appunto nel monitoraggio Iss, sono tre in particolare le regioni che possono aspirare alla zona arancione. Si tratta di Emilia Romagna, Lombardia e Friuli Venezia Giulia, che già venerdì scorso avevano un indice Rt puntuale sotto l’1. In quel caso decisiva è stata l’incidenza settimanale di casi sopra i 250 ogni 100mila abitanti. Ma proprio questo dato sta migliorando. Non dovrebbero esserci problemi neppure per l’indice Rt, mentre l’unica criticità resta quella del tasso di occupazione delle terapie intensive, che è al di sopra della soglia limite del 30 per cento. Anche la Calabria, che pur avendo avuto l’incidenza sotto i 250 casi era andata in zona rossa per l’alto indice Rt, potrebbe scendere in zona arancione dato che l’indice Rt dovrebbe essere sotto 1,25 anche questa settimana.

MONITORAGGIO ISS, ALLARME PUGLIA, SARDEGNA E CAMPANIA

A sperare nella zona arancione anche Piemonte e Puglia, ma in quest’ultimo caso la Regione ha già fatto sapere che si resterà in zona rossa. In teoria non sarebbe così scontata, ma la Regione ha comunicato che l’incidenza è di 293,5 contagi ogni 100mila abitanti. Inoltre, la situazione negli ospedali è sempre più grave. Nei reparti medici il 54% dei posti letto è occupato da pazienti Covid, discorso simile per le terapie intensive, dove si registra un tasso di occupazione del 46%. Sono percentuali ben oltre le soglie di allarme, peraltro superiori pure alle medie nazionali. Potrebbe tornare in zona rossa la Sardegna, visto che il monitoraggio certificherà il peggioramento dei dati sul contagio e la pressione sulle terapie intensive. Non si conosce ancora l’indice Rt, ma da alcune comunicazioni informali, citate da TiscaliNews, è emerso che potrebbe essere superiore addirittura a 1,25 che è la soglia che fa scattare automaticamente il lockdown. Per l’ufficialità ovviamente si attendono i dati del monitoraggio settimanale a cui farà seguito la Cabina di regia. Anche per la Campania almeno fino al 20 aprile sarà zona rossa visto che ci è finita la scorsa settimana proprio per l’alto indice Rt.

© RIPRODUZIONE RISERVATA