“Russia fermi truppe ai confini con l’Ucraina”/ La NATO: “Basta provocazioni”

La NATO ha ufficialmente chiesto alla Russia di mettere un freno ai movimenti delle proprie truppe lungo il confine con l’Ucraina: “Il considerevole ammasso militare della Russia è ingiustificato, inspiegabile e preoccupante. La Russia deve porvi fine, fermare le sue provocazioni e ridurre immediatamente l’escalation”, ha dichiarato il segretario Jens Stoltenberg, aggiungendo: “La Nato sta con l’Ucraina”. Ucraina che, forte di queste affermazioni da parte della NATO, ha asserito, per bocca del ministro degli Esteri Kuleba, che “se la Russia agirà conto di noi, la pagherà cara”. Il tutto a poche ore di distanza dall’uccisione di un poliziotto ucraino alla frontiera.

Stoltenberg ha quindi proseguito, dicendo che “il sostegno della NATO alla sovranità e integrità territoriale dell’Ucraina è incrollabile. Non riconosciamo e non riconosceremo l’annessione illegale e illegittima della Crimea da parte della Russia. Continuiamo a chiedere alla Russia di porre fine al suo sostegno ai militanti nell’Ucraina orientale e di ritirare le sue forze dal territorio ucraino”.

“RUSSIA FERMI TRUPPE LUNGO CONFINE CON UCRAINA”: LA NATO SI SCHIERA

In merito al movimento di soldati lungo il confine tra Russia e Ucraina, Stoltenberg, portavoce NATO, ha aggiunto che “sosteniamo l’ampio programma di riforme dell’Ucraina, che renderà l’Ucraina più resiliente e aiuterà a far avanzare le aspirazioni euro-atlantiche del Paese. Gli alleati sostengono le decisioni prese al vertice di Bucarest. Le riforme avvicineranno l’Ucraina alla NATO”. In tutto questo contesto di dichiarazioni anti-russe, Mosca non è certo rimasta a guardare e, mediante il ministro della Difesa, Serghiei Shoigu, ha fatto sapere che tale movimento di truppe sarebbe figlio di alcune minacce mosse da parte della stessa NATO: “Reagendo alle attività militari dell’Alleanza che minacciano la Russia, abbiamo preso misure appropriate. In tre settimane due armate e tre unità di truppe aviotrasportate sono state trasferite con successo presso i confini occidentali della Russia e nelle aree delle esercitazioni”.

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