Scuola, vertice Governo-Regioni/ Riaperture, trasporti e spazi: l’allarme dei presidi

Nel pomeriggio di oggi, a seguito della riunione Cts (convocata per le ore 17) torneranno a riunirsi Governo e Regioni per dirimere le principali novità sulle riaperture dal 26 aprile prossimo, in particolar modo su scuola, trasporti e coprifuoco. Entro giovedì è atteso lo sbarco del nuovo Decreto Covid in Consiglio dei Ministri, con il Governo Draghi che confermerà la road map enunciata dal Premier Draghi in conferenza stampa lo scorso venerdì: riaperture graduali da lunedì 26 aprile, a cominciare da ristoranti-bar (all’aperto e solo in zona gialla), scuole al 100% in presenza (zone gialle e arancioni, 50% in zona rossa) e spettacoli al chiuso in cinema-teatri-musei.

Nel vertice odierno saranno discussi sia i protocolli preparati dalla Conferenza delle Regioni che il report redatto poco prima dalla riunione Cts: il pass per gli spostamenti tra i territori (qui tutte le info e novità), le riaperture dei ristoranti e il nodo del coprifuoco (la Lega oggi ha annunciato la proposta di slittarlo dalle 22 fino alle 23, attesa replica del Comitato Tecnico). Ma è sulla scuola in particolare che si concentrerà la riunione odierna, presenti infatti oltre ai Presidenti di Regione, i Ministri Mariastella Gelmini (Affari Regionali e Autonomie) e Patrizio Bianchi (Istruzione-Miur). Draghi ha lanciato la rotta “aprire tutte le scuole, tranne che in zona rossa” ma da sindacati e Regioni lo stop è importante, «non siamo ancora pronti».

I DUBBI DELLE REGIONI

Se infatti su test salivari a campione – proposta del Cts – e vaccini la strada sembra ancora lontana da una piena risoluzione, è il nodo dei trasporti ad essere sollevato maggiormente dalle Regioni: «Ci dovrà essere un mix di soluzioni che non dev’essere solo sul trasporto pubblico locale», spiega il Presidente della Conferenza Max Fedriga (Governatore Friuli), «ma anche sull’organizzazione  scolastica e sulle altre misure che prevedono una modulazione delle percentuali. Vogliamo trovare soluzioni ma bisogna raccontare la verità e dire fin dove è possibile arrivare, altrimenti si fanno danni. Meglio dire i limiti con chiarezza e serietà altrimenti non si risolvono i problemi». Tra le ipotesi principali quella di scaglionare gli ingressi e le uscite dalle classi mantenendo però il 50% di capienza sui mezzi pubblici: così però la Lombardia e l’Emilia Romagna non ci stanno e con i Presidenti Fontana e Bonaccini rilanciano «i tavoli con prefetture sono sempre aperti, ma dobbiamo risolvere il problema dell’equazione insostenibile che vede le scuole al 100% e la copertura dei treni al 50%. Ci sono in campo una serie di soluzioni, una delle quali sarebbe quella di dilazionare l’ingresso degli studenti nelle scuole».

L’ALLARME DEI PRESIDI SULLE RIAPERTURE A SCUOLA

A RaiNews24 questa mattina una possibile via di soluzione è stata proposta dal Presidente dell’Associazione Nazionale Presidi, Antonello Giannelli: «Se la scelta politica è quella di rientrare al 100%, si rientra. Però il distanziamento potrebbe non essere rispettato. Se vogliamo che il distanziamento sia rispettato allora dobbiamo concedere alla singola scuola di stabilire la percentuale di rientro». Secondo fonti di Governo all’Adnkronos, una sintesi andrà trovata anche perché «Ogni strada verrà battuta affinché la scuola riapra in massima sicurezza, ma il 26 aprile si torna in classe»: Draghi è il più convinto di tutti, racconta un Ministro sempre all’Adn, e in Cdm ha dettato la linea della riapertura di attività e scuole a partire da lunedì prossimo. Secondo i presidi però i problemi rimarrebbero, specie sui trasporti, tanto che Giannelli rilancia «sarebbe opportuno lasciare alle scuole la possibilità di decidere la percentuale di ragazzi a cui far frequentare, per esempio il 75% in presenza, il resto lo decide la scuola». Più duro il presidente dell’ANP del Lazio Mario Rusconi, «La riapertura delle scuole del prossimo 26 aprile prevista dal governo con la presenza al 100% degli studenti delle superiori, più che un atto di fiducia verso la ripresa, ci sembra un ulteriore scaricabarile degli amministratori verso i dirigenti scolastici».

© RIPRODUZIONE RISERVATA