
Dopo aver illustrato ieri pomeriggio alla Camera il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, il Presidente del Consiglio Mario Draghi è atteso alle ore 11 ancora alla Camera per le repliche al discorso di presentazione tenuto sul Recovery Plan. A seguire, le votazioni finali di Montecitorio prima del passaggio del PNRR anche al Senato: alle ore 16 è atteso il medesimo discorso del Premier anche a Palazzo Madama con il voto sulle risoluzioni che presumibilmente non avverrà prima di questa sera.
La seduta prosegue con diverse polemiche da parte di Fratelli d’Italia e Sinistra Italiana che contestano i tempi strettissimi per la discussione parlamentare: la maggioranza però tira dritta e sostiene il Recovery presentato da Draghi per stringere i tempi e rispettare la scadenza (non vincolante, va detto) della Commissione Europea il 30 aprile. Sono 248 miliardi complessivi per preparare il futuro del Paese come ha detto ieri e ribadirà oggi il Presidente del Consiglio in Parlamento: «Sbaglieremmo tutti a pensare che il Pnrr pur nella sua storica importanza sia solo un insieme di progetti, di numeri, scadenze, obiettivi. Nell’insieme dei programmi c’è anche e soprattutto il destino del Paese». Qui il testo integrale del discorso di Draghi, a fondo pagina la diretta video streaming di comunicazioni, dichiarazioni di voto e repliche, nei paragrafi qui di seguito invece i focus principali dell’intervento di presentazione del PNRR. In pillole invece ecco i punti-chiave del nuovo Recovery Plan:
– 248 miliardi totali
– 26 miliardi per opere
– 22 miliardi sul lavoro
– assegno unico familiare
– garanzia giovani per mutui case
– proroga Superbonus al 2023
– giovani, donne, Sud
– riforma giustizia
– decreto attuazione PNRR a maggio
IL DISCORSO DI MARIO DRAGHI
«Sbaglieremmo tutti a pensare che il Pnrr sia solo un insieme di progetti.
Metteteci dentro la vita degli italiani,le attese di chi ha più sofferto gli effetti della pandemia, il destino del Paese e la sua credibilità come fondatore dell’Unione Europea. E’ questione di valori civili che nessuna tabella potrà mai rappresentare»: così apre le sue Comunicazioni alla Camera il Presidente Draghi, illustrando nel dettaglio i contenuti dei progetti sul Recovery Plan italiani. «Non è una questione solo di reddito, numeri e tabelle ma anche di valori civili», spiega il Premier prima di citare De Gasperi nel 1943 «l’opera di rinnovamento fallirà se in tutti le categorie non nasceranno persone pronte a sacrificarsi per il bene comune. A noi l’onere e l’onore di preparare nel modo migliore l’Italia di domani».
Il Presidente del Consiglio ribadisce come «Ritardi, inefficienze e miopi visioni di parte peseranno sulle nostre vite e su quelle dei nostri figli e nipoti» e ringrazia poi tutte le categorie politiche ed economiche che hanno collaborato alla composizione del PNRR. «La buona riuscita del piano richiede uno sforzo corale delle istituzioni e un dialogo costruttivo», aggiunge Draghi. Il piano ha tre obiettivi principali:
1- Riparare i danni economici della pandemia
«Giovani, donne e Sud hanno sofferto calo occupazione molto superiore alla media», spiega Draghi elencando il primo obiettivo del Recovery Plan. Salite dal 3,3% al 10% le persone in povertà
2- Debolezze strutturali del nostro Paese
«I divari territoriali, debole crescita, mancati investimenti, disparità di genere
3- Transizione ecologica
LE RISORSE DEL PNRR
Le risorse del PNRR sono 222,1 miliardi complessivi, frutto di PNRR e Fondo complementare: «questi due pian sono stati disegnati in modo integrato con medesimi strumenti attuativi. Inoltre entro il 2032 sono stati stanziati 36 miliardi ulteriori per opere specifiche: linea ferroviaria Tav Salerno-Reggio Calabria, linea Tav Milano-Venezia». Sono in tutto 248 miliardi di euro quelli messi in programma, con anche 13 miliardi in arrivo dal piano React EU: i progetti verdi hanno il 40% del totale, piano digitale il 27%. Nel 2026 il Pil finale sarà di 3 punti percentuali superiore alle attuali previsioni: «la governance è strutturata su diversi livelli, tra MEF, ministeri e autorità locali. Prevista una cabina di regia a Palazzo Chigi con il compito di interloquire con amministrazioni responsabili in caso di criticità nell’attuazione del Piano», rilancia il Premier Draghi nel suo discorso alla Camera. «Abbiamo scelto di investire in filiere dell’alta tecnologia. È facile parlare di fibra, 5G, cloud, telemedicina, su cui vogliamo investire. Ma dobbiamo ricordare per cosa la trasformazione digitale è importante: vogliamo che dal 2027 i nostri ragazzi possano avere accesso alle migliori condizioni scolastiche ovunque siano in Italia, a questo serve la rivoluzione digitale, così come progetti lavoro, aziende e ricerca», rilancia il Capo del Governo, «Tecnologia deve dare eque opportunità a tutti per pubblico, privato, lavoro e scuola».
LE MISSIONI DEL RECOVERY PLAN
«Vogliamo che le PA e i loro servizi siano disponibili senza ostacoli, costi e spreco di tempo», spiega il Premier Draghi proseguendo il suo intervento in diretta dalla Camera dei Deputati dopo aver esposto l’importanza per il settore della digitalizzazione (prima missione). Per il rilancio della cultura e del turismo invece «una prima linea d’azione riguarda la riqualificazione di siti storici e culturali». Delle 6 missioni complessive, fondamentale quella legata alla transizione ecologica con dispositivo calcolato in 70 miliardi complessivi: «si occupa sui grandi temi della agricoltura sostenibile, efficenza energetica, risorse idriche, inquinamento e transizione ecologica». Per quanto riguarda invece il superbonus – tema molto discusso nell’ultimo Cdm – Draghi annuncia «sono previsti oltre 18 miliardi. Non c’è alcun taglio al superbonus, è finanziato fino al 2022 e fino a giugno 2023 per le case popolari». La terza missione riguarda invece il settore dei trasporti, con 31,4 miliardi di euro a disposizione da PNRR e Fondo complementare: «13 miliardi sono previsti per le autostrade ad alta velocità». Sulla missione 4, quella su istruzione e ricerca, sono 32 i miliardi messi a disposizione: «rafforzamento offerta sili nido, scuole materne e servizi prima infanzia» tra le principali azioni incardinate dal Governo nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza sul settore scuola. La quinta missione è destinata a politiche attive del lavoro e della formazione, a inclusione sociale e territoriale: 22,4 miliardi complessivi più i 7 miliardi previsti dal React EU nel prossimo quinquennio, «politiche adeguate per ridurre il gap di genere. È previsto un sistema sulla certificazione della disparità di genere». Da ultimo, la sesta missione che riguarda la salute: «la pandemia da Covid-19 ha confermato il valore universale della sanità, la natura di bene pubblico fondamentale e la rilevanza dei servizi sanitari. Le riforme si muovono su prevenzione, digitalizzazione e servizi sul territorio: serve un accesso equo alle cure», sottolinea Draghi alla Camera. È previsto un incremento delle prestazioni in assistenza domiciliare fino a più del 10% degli over-60.
GLI ALTRI INTERVENTI A SOSTEGNO DEL PNRR
«L’assegno unico familiare sarà l’elemento centrale di sostegno alle famiglie con figli: la nostra realtà demografica è preoccupante, meno di 1,3 figli per ciascuna donna contro 1,6 delle donne europee», annuncia Mario Draghi nelle Comunicazioni alla Camera. «Per aumentare la natalità serve welfare adeguato, una casa e un lavoro sicuro», ribadisce il Presidente del Consiglio che poi annuncia un imminente decreto che darà incentivi e garanzie alle giovani coppie per poter avere migliore accesso ai mutui privati. Il Governo potenzierà il servizio civile universale e rilancerà gli investimenti per giovani: «la creazione di opportunità per i giovani sarà effetto di tutte le 6 missioni previste. I giovani sono i veri destinati delle misure del PNRR». Verrà introdotta la legge quadro sulla disabilità per facilitare e semplificare un miglior accesso ai servizi pubblici per le persone con disabilità: «le riforme proposte saranno controllate da un osservatorio se saranno realmente inclusive». La crescita del Mezzogiorno sarà l’altro asse principale del Recovery Plan, spiega ancora Draghi: «se cresce il Sud, cresce l’Italia». Tav, mobilità sostenibile, transizione ecologica e altro per il Meridione varranno nel complesso 23 miliardi di euro: «L’incremento del PIL nel 2021-26 sarà pari almeno una volta e mezzo all’incremento nazionale».
LE RIFORME PREVISTE DAL RECOVERY PLAN
«È prioritario lavorare su una riforma della giustizia», spiega Draghi alla Camera illustrando il piano di riforme collegate al PNRR. Il piano crea l’ufficio del processo e si sarà attuazione al processo telematico: «ridurre i tempi del processo del 40% nel civile e di almeno il 20% del penale» è la promessa fatta dal Governo Draghi all’Europa e all’intera cittadinanza italiana. La seconda riforma di sistema riguarda la pubblica amministrazione: «più digitalizzazione, investimenti in capitale umano, ricambio generazionale e aggiornamento delle competenze». Entro maggio, annuncia Draghi, verrà presentato un decreto volto a favorire l’attuazione del PNRR e del Piano complementare: «semplificazione delle norme su appalti pubblici e concessioni in ambito infrastrutture», sottolinea il Presidente del Consiglio. «Bisogna impedire che i fondi del PNRR vadano solo ai monopolisti», rintuzza Draghi annunciando la legge annuale sulla concorrenza come riforma integrata al Recovery Plan. In conclusione del suo discorso, Draghi infine ringrazia il Parlamento per l’impulso politico dato da questo piano: «sono certo che riusciremo ad attuare questo piano, sono certo che l’onestà, l’intelligenza e il gusto del futuro prevarranno su corruzione, stupidità e interessi costituiti. Questa certezza non è ottimismo ma fiducia nel mio popolo, nella capacità di lavorare insieme quando l’emergenza chiama a solidarietà e responsabilità».
DRAGHI IN PARLAMENTO PER IL PNRR
Alle ore 16 il Presidente del Consiglio Mario Draghi nelle Comunicazioni alla Camera presenterà il nuovo Recovery Plan italiano, pronto ad essere inviato a Bruxelles entro il prossimo 30 aprile: dopo settimane di convulse correzioni, scontri e “freni” dalla Commissione Europea, una telefonata decisa del Premier sabato alla Presidente Von der Leyen ha di fatto “sbloccato” l’impasse confermando l’impianto “monstre” del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) da 222,1 miliardi di euro.
I tempi sono stretti per questa ultima settimana di aprile: oggi e domani le comunicazioni in diretta dal Parlamento, tra martedì sera e mercoledì il Consiglio dei Ministri che approverà definitivamente il Recovery Plan ed entro venerdì l’invio alla Commissione Ue per iniziare il lungo iter di verifica prima di poter ricevere i primi veri fondi concreti finanziati dagli Eurobond misto fondo perduto-prestiti. Il discorso del Presidente Draghi sarà possibile seguirlo dalle ore 16 in diretta video streaming sul canale YouTube della Camera dei Deputati: dopo l’intervento oggi si terrà il dibattito generale ma non avverranno subito le votazioni delle risoluzioni che invece avverrà domani mattina. Alle ore 11 avranno luogo le repliche del Premier, seguita dalle dichiarazioni di voto e poi infine la votazione finale delle risoluzioni di Governo e maggioranza: nel pomeriggio di martedì, alle ore 16 è previsto il discorso di Draghi al Senato con votazioni invece attese già in serata.
IL RECOVERY PLAN ITALIA IN “PILLOLE”
«Il Recovery Plan è una sfida straordinaria ed epocale che in pochi anni potrà cambiare tutto il sistema Paese», trasformarne i tratti salienti, colmarne i tanti gap strutturali, «per non essere condannati ad un futuro di bassa crescita»: così il Premier Mario Draghi nella premessa al testo finale inviato a Camera e Senato per illustrare nel dettaglio tutti i capitoli del PNRR. 337 pagine, 6 missioni principali, 5 riforme strutturali (pubblica amministrazione, giustizia, semplificazione normativa e concorrenza, fisco), 39 assi principali, 135 investimenti: i numeri del Recovery Plan verranno spiegati da Draghi oggi a Montecitorio e domani a Palazzo Madama, scandendo anche i vari interventi dal costo complessivo di 222,1 miliardi di euro. 191,5 mld destinati al Dispositivo per la Ripresa e la Resilienza, lo strumento chiave del Next Generation Eu, mentre 30,6 sono i miliardi destinati dal Governo al Fondo Complementare che non entrerà nel Recovery Fund ma rimarrà finanziato attraverso lo scostamento pluriennale di bilancio approvato nel Consiglio dei ministri del 15 aprile.
Nella bozza si legge che «gli interventi di semplificazione più urgenti del Pnrr saranno adottati attraverso un decreto legge che sarà approvato dal Consiglio dei ministri entro la prima settimana di maggio e convertito in legge entro metà luglio». Tutti gli altri interventi saranno realizzati attraverso leggi ordinarie, leggi di delegazione legislativa e relativi decreti delegati, da approvare entro il 2021. Come noto, il piano nazionale è suddiviso in 6 missioni: digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura, con 49,2 miliardi; rivoluzione verde e transizione ecologica con 68,6 miliardi; infrastrutture per la mobilità sostenibile con 31,4 mld; istruzione e ricerca con 31,9 mld; inclusione e coesione con 22,4 mld; salute con 18, 5 mld.
DIRETTA VIDEO STREAMING, LE COMUNICAZIONI DI DRAGHI
© RIPRODUZIONE RISERVATA