C’è un aspetto nella diagnosi di cancro di cui ancora troppo poco si parla: come cambia la sessualità con e dopo il tumore. Appuntamento all’11 maggio con un convegno online sul tema
Quando arriva una diagnosi di cancro la vita delle persone, viene sconvolta. Le terapie e gli interventi chirurgici, gli effetti collaterali, i cambiamenti del corpo sono argomenti noti. Ma c’è un aspetto di cui troppo poco si parla: come cambia la sessualità con e dopo il tumore. Secondo le indagini condotte finora, si tratta di un problema trasversale al genere, ma le donne, soprattutto quelle colpite da tumori tipicamente femminili come il carcinoma mammario o le neoplasie ginecologiche, sembrano risentirne di più. Proprio per questo è nato il progetto “Sex and the Cancer – quello che le donne non dicono”, partito con un convegno online il 9 dicembre scorso e rivolto a professionisti (e non solo) per scardinare il tabù. “Gli obiettivi – spiega l’ideatrice Amalia Vetromile – sono portare alla luce il non detto, sensibilizzare i medici sul tema attraverso la formazione e l’informazione, incentivare la ricerca e fare leva sulle istituzioni perché garantiscano un’assistenza egualitaria su tutto il territorio nazionale. Non da ultimo c’è quello di creare una comunità che diventi un movimento di cambiamento che si batte per il diritto ad avere una sessualità soddisfacente dopo il cancro”. Proprio per questo il progetto Sex ant the cancer ha in programma degli incontri online quindicinali di approfondimento (il martedì alle 18.30): Sexandthecancer-Storie!, con i relatori del convegno e altri invitati (da marzo a giugno 2021). Il primo sarà martedì 11 maggio.
Ma sono tante le attività che confluiranno in una mostra fotografica Sexandthecancer – Ballata sensuale!, in collaborazione con la Fondazione Alinari (che prevede nella giornata inaugurale anche un convegno scientifico con crediti ECM) che si terrà al Museo MAXXI di Roma dal 15 al 26 settembre 2021. E’ prevista anche la collaborazione con l’Università di Roma Sapienza.
La mostra si inserisce in un percorso più ampio di sensibilizzazione del personale sanitario, le donne e le Istituzioni, sulle tematiche urogenitali che colpiscono le donne che vivono con e dopo il cancro (in Italia circa 2 milioni di donne, spesso molto giovani) quali effetti collaterali delle terapie oncologiche di cui in Italia non si parla.
Abbattere un tabù implica profondi cambiamenti culturali, formativi e sociale. La mostra sarà “inclusiva” (anche per non vedenti, in collaborazione con l’Associazione Blindsight project)