In Sicilia, il crollo della Grotta delle piscine a Realmonte non sarà l’ultimo

Il dissesto idrogeologico rientra in fenomeni naturali che interessano spesso certe tipologie di coste. Legambiente Sicilia: “In un immediato futuro, in particolare per l’innalzamento del livello marino avremo sempre di più a che fare con questi eventi”

A causa del dissesto idrogeologico a Realmonte (Ag) è crollata la “Grotta delle piscine”, denominata “la madonnina”. Questa spiaggia, inibita alla balneazione poiché pericolosa, durante l’estate è presa d’assalto dai diportisti che la invadono. “Il crollo che ha interessato la grotta delle piscine a Realmonte rientra in processi naturali che vengono spesso accelerati dalle azioni antropiche, effettuate nell’entroterra e lungo la costa – spiega Claudia Casa direttrice di Legambiente Sicilia – Nel caso della spiaggia delle piscine di Realmonte, oltre all’azione meteo marina, va segnalata la presenza di piccoli valloni che drenano sulla spiaggia le acque provenienti dal promontorio, intaccando la falesia. È altresì presente una cavità naturale, scavata nella marna argillosa e nella sabbia calcarenitica. Le grotte tendono per loro natura, nel tempo, a progredire ed ingrandirsi anche per crolli successivi che comportano spesso l’innalzamento progressivo della volta.
Va quindi sottolineato che dissesti di questo tipo fanno parte delle naturali evoluzioni delle linee di costa e che gli occasionali crolli forniscono comunque materiale utile per il mantenimento degli arenili stessi; i depositi franosi, lungo le falesie costituiscono bacini di sedimenti che contribuiscono al naturale ripascimento delle spiagge, grazie all’azione delle dinamiche costiere che rielaborano e ridistribuiscono il materiale lungo il litorale”.
Il dissesto verificatosi a Realmonte, ad Ovest del promontorio di Capo Rossello, rientra in fenomeni naturali che interessano spesso tali tipologie di coste, fenomeni che  possono essere accelerati dalle cause antropiche. “In un immediato futuro, in particolare per l’innalzamento del livello marino – conclude- avremo sempre di più a che fare, lungo tutti i tratti di costa, con tali dissesti”.