Report, novità su incontro Renzi-Mancini/ Sigfrido Ranucci “Complotto? Non c’è stato”

Sigfrido Ranucci, padrone di casa della trasmissione Report, è stato ieri ospite di Che tempo che fa. Dopo i complimenti di Fabio Fazio per i risultati registrati dalla sua trasmissione, il padrone di casa di Report ha anticipato quali saranno i temi salienti della puntata in onda stasera, come sempre su Raitre a partire dalle ore 21.30. “Continueremo a trattare la vicenda dell’incontro tra Renzi e l’agente segreto Marco Mancini che era stato ripreso da una professoressa il 23 dicembre. In questi giorni è stata messa in dubbio l’autenticità della nostra fonte”, ha spiegato il conduttore, “che tornerà a parlare e parlerà anche il padre che a causa di un malore l’aveva costretta a fermarsi a quella sosta”. Il conduttore Fazio, a tal proposito, ha chiesto al collega come mai la conversazione avvenuta a dicembre sarebbe poi stata tenuta da parte fino ad oggi? “Questo non corrisponde a vero perchè la professoressa, una mail con le foto l’aveva mandata a un giornale il 31 dicembre e questo giornale l’ha anche trovata e questa è una novità che diremo in puntata”, ha replicato Ranucci, “quindi se c’è un complotto da ipotizzare il complotto è venuto male”, ha aggiunto, in quanto quella foto il 31 dicembre, in apertura della crisi di governo quella foto, ha spiegato ancora il giornalista, avrebbe potuto avere un grande effetto.

Perchè però non è stata pubblicata dal giornale? E’ sempre Ranucci a rispondere: “Perchè purtroppo non si sono accorti di averla”, dal momento che il 31 dicembre gran parte dei giornali sono chiusi in occasione della fine dell’anno.

SIGFRIDO RANUCCI E LE ANTICIPAZIONI DI REPORT SUL CASO RENZI

Sigfrido Ranucci ha però svelato a Fabio Fazio che in seguito alla sua trasmissione Report poco prima della messa in onda c’è stato l’annuncio di una interpellanza parlamentare da parte di alcuni esponenti di Italia Viva: “Una interpellanza parlamentare basata su un dossier falso”, ha commentato il giornalista, “nel quale si chiedeva conto di una fattura di 45 mila euro che la Rai avrebbe pagato a una società di produzione lussemburghese per pagare una fonte di Report che sarebbe servita a realizzare l’inchiesta contro Renzi”. Non solo, secondo il giornalista ci sarebbe stato anche da tenere conto – stando al contenuto dell’interpellanza parlamentare – di una serie di mail che lo stesso Ranucci avrebbe scambiato con il portavoce di Conte, Casalino. “Un dossier completamente falso e un tentativo di infangare non solo una trasmissione e i suoi 25 anni di storia nei quali non abbiamo mai pagato una fonte o realizzato una inchiesta contro, ma anche un tentativo di infangare la Rai”, ha commentato il giornalista.

RENZI E LE ACCUSE DI COMPLOTTO

In questi ultimi giorni, ha sostenuto il padrone di casa di Report, ci sarebbe stato un attacco alla Rai in varie direzioni. “Il 9 maggio del 1978 rappresenta una delle giornate più buie della repubblica italiana”, ha voluto ricordare Sigfrido Ranucci, in riferimento al ritrovamento del cadavere dell’onorevole Moro. “Proprio attraverso le parole di un così tanto statista vorrei ricordare la libertà di stampa”, ha aggiunto Ranucci, citando Moro. “In questi giorni Renzi ha chiesto anche l’acquisizione del filmato, delle telecamere perchè ipotizza un complotto che io posso assicurare non c’è stato”, ha proseguito Ranucci. Il tentativo sarebbe quello di risalire alla persona che lo ha ripreso e che a detta del giornalista si sarebbe detta disponibile anche ad incontrarlo lontano dalle telecamere per assicurarlo che non è del Kgb. “Ma se la preoccupazione è quella che qualcuno abbia potuto riprende quell’incontro, voglio anticipare che bisogna vedere di che marca sono quelle telecamere perchè se fossero cinesi è possibile che quell’incontro lo abbiano potuto vedere in diretta dall’altra parte del mondo”, ha aggiunto ancora Ranucci. Report ha scoperto che queste telecamere “hanno tentato di comunicare in Cina dati sensibili che riguardano le immagini dei molti dei dipendenti Rai”. Si è scoperto perfino che esisterebbe un progetto in Cina per creare un gigantesco database grazie a questi dati sensibili.

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