È in corso dalle ore 10 la riunione tra Governo e Regioni alla presenza dei Ministri Gelmini (Affari Regionali), Speranza (Salute) e i rappresentanti delle Regioni capitanate dal Presidente Fedriga, presenti anche il commissario all’emergenza Figliuolo e il Capo della Protezione Civile Curcio: il tema è quello delle modifiche al Decreto Covid con le specifiche proposte tanto dell’esecutivo quanto degli enti locali da mettere sul tavolo per un confronto decisivo in vista della nuova cabina di regia nei prossimi giorni. Lo stallo nel Governo sulle modifiche al Dl Covid si sono palesati ieri nella cabina di regia convocata a Palazzo Chigi dove, in teoria, si sarebbe dovuto discutere solo dell’imminente Decreto Sostegni bis: quando però Draghi è andato via, Gelmini-Giorgetti-Bonetti (ovvero Fi-Lega-Iv) hanno posto all’attenzione anche il tema delle riaperture, segnatamente i parametri dell’Rt e l’ormai annoso coprifuoco.
La volontà del Centrosinistra – e su questo anche Draghi sarebbe concorde – è quella invece di attendere e valutare con più prudenza, il contrario del “riaprire, riaprire” da giorni ormai calcato tanto da Salvini quanto da Matteo Renzi. In serata l’accordo trovato è che si parlerà delle possibili modifiche al Dl Riaperture in una cabina di regia ad hoc convocata per lunedì 17 maggio: la Lega chiede che le novità poi possano essere attive già nelle 48 ore successive, volendo evitare di attendere un’altra settimana per l’ingresso in vigore delle nuove regole epidemiologiche. Di contro invece, il Ministero della Salute vuole avere dati scientifici più “freschi” e così si attenderebbe il weekend per avvallare o meno le specifiche modifiche.
COSA POTREBBE CAMBIARE DEL DECRETO COVID
Entrando però nello specifico di quanto potrebbe cambiare davvero nel Decreto Riaperture (in vigore dallo scorso 26 aprile), sono due in sostanza i punti richiesti da Regioni e Centrodestra: l’abolizione del sistema dei 4 colori (bianco, giallo, arancione, rosso) e lo stop definitivo al coprifuoco serale. I Governatori hanno portato al vertice con Gelmini e Speranza una nuova proposta, già accennata nei giorni scorsi dal Presidente della Conferenza Regioni Fedriga: istituzione di tre livelli di rischio, ovvio basso (misure simili alla zona bianca), medio (limitazione di alcune attività) e alto (con misure più rigide e la possibilità di mantenere il coprifuoco). Secondo quanto anticipato dalle fonti del Sole 24 ore al Governo, la proposta dei Ministri tenderebbe a mantenere comunque il sistema a colori delle Regioni ma superando la “priorità” finora mantenuta dell’indice di contagio Rt.
«Basare il nuovo modello di valutazione del rischio contagio sull’incidenza dei casi Covid, mantenendo l’impostazione a 4 colori, con altrettanti livelli di rischio legati a incidenza, e conferma dei tassi di occupazione dei posti letto»: questa sarebbe la proposta del Governo, con le modifiche che entrerebbero in vigore come modifica al Dl Covid (permesso dal testo che prevede già un “tagliando” a metà maggio), oppure come ulteriore nuovo Decreto. Secondo il piano anticipato anche dal Corriere della Sera stamane, la zona rossa scatterà con oltre 250 casi Covid su 100mila abitanti, arancione tra i 150 e i 250 casi, gialla tra i 50 e 150 casi, bianca fino a 50 a casi. Infine, il passaggio in zona rossa dovrebbe avvenire anche se il livello di occupazione di area medica ospedaliera e area intensiva arrivasse rispettivamente al 40% e al 30%. In merito alla possibilità di modificare la regole sul coprifuoco, il coordinatore del Cts Franco Locatelli stamane ha commentato «c’è margine per slittamento del coprifuoco, ma presto per togliere mascherine e tornare a abbracciarci». Tradotto: no abolizione, sì slittamento alle 23 o al massimo a mezzanotte.
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