
Sulla fine del blocco dei licenziamenti è andato in scena di fronte alle telecamere di “Otto e mezzo”, trasmissione in onda su La 7 e condotta da Lilli Gruber, uno scontro tra il professore Tomaso Montanari e il giornalista e conduttore radiofonico Sebastiano Barisoni. Lo storico dell’arte, intervenuto in collegamento audiovisivo da Firenze, ha sottolineato che la cosa che lo colpisce maggiormente dinnanzi a metafore e semplificazioni è che non possa esistere un legittimo conflitto sociale in politica, “come se i cattivi partiti agissero soltanto per avere un consenso elettorale e il buon presidente Draghi facesse solo l’interesse della nazione”.
Tuttavia, per Montanari l’interesse dell’Italia non è uno solo e gli interessi dei lavoratori non sempre coincidono con quelli delle imprese e, se un Governo non è capace di fare la riforma agli ammortizzatori social e garantire i sostegni per la disoccupazione e, “prima di arrivare a questo cede sotto le pressioni esercitate da Confindustria, significa che hanno prevalso altri interessi”.
MONTANARI-BARISONI, SCONTRO IN TV: LAVORO E DRAGHI
Nell’ambito del contraddittorio che ha coinvolto il professor Tomaso Montanari e Sebastiano Barisoni a “Otto e Mezzo”, il primo ha concluso il suo intervento dicendo che i partiti dovrebbero rappresentare tanti interessi che, a loro volta, dovrebbero ricomporsi “in un interesse generale, con una mediazione evidentemente. C’è una vera e propria eclissi della politica, in questo caso. Non ci può essere il buon commissario che risolve tutto, ha prevalso l’interesse dei più forti”. La replica di Barisoni non si è fatta attendere ed è giunta a stretto giro di posta: “Dunque noi fino adesso abbiamo fatto l’interesse dei sindacati, non dei lavoratori. Utilizza i termini giusti – ha esordito, rivolgendosi a Montanari –… Fermo restando che Draghi ha compiuto invece a mio giudizio una grandissima mediazione, dando una possibilità alle imprese, obbligandole a non licenziare se usano la cassa integrazione o di rimodularsi in base alle loro esigenze qualora non adoperino la cig”.
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