FESTA DELLA REPUBBLICA ITALIANA 2 GIUGNO 2021/ 75° anniversario, parole di Mattarella

Si sono aperte nella giornata di ieri le celebrazioni per il 75° anniversario della Repubblica Italiana, la 75esima Festa della Repubblica. Nell’occasione il presidente Sergio Mattarella, che oggi come da tradizione deporrà una corona di alloro all’Altare della Patria in Roma, ha inviato un messaggio ai prefetti italiani, ricordando il fondamentale senso della collettività che deve essere alla base del nostro vivere. Una festa che viene celebrata dall’Italia “nel segno dell’impegno collettivo – le parole del Capo dello Stato riportate da Repubblica.it – per il rilancio del Paese e della ricerca di nuove prospettive di sviluppo e modernizzazione”.

In serata Mattarella ha incontrato il corpo diplomatico al Quirinale, aggiungendo: “La concezione di un bene comune, più importante di ogni particolarismo, ci ha portato ad essere convintamente parte della Unione Europea, elemento imprescindibile della nostra stessa identità nazionale”. Il presidente ha voluto ricordare anche l’immensa Carla Fracci, etoile della Scala scomparsa la scorsa settimana, (“grande figura della cultura italiana”), per poi ringraziare il maestro Jakub Hrusa, colui che ha diretto l’orchestra presso il concerto organizzato nel cortile d’onore del Quirinale. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

FESTA DELLA REPUBBLICA ITALIANA OGGI 2 GIUGNO 2021: 75° ANNIVERSARIO REFERENDUM

Oggi, mercoledì 2 giugno 2021, si celebra la Festa della Repubblica, giunta ormai al suo anniversario numero 75: tanti, infatti, sono gli anni trascorsi dal 2 giugno 1946, quando gli italiani e, per la prima volta in assoluto nella storia del nostro Paese, le italiane furono chiamati alle urne, per un referendum che avrebbe cambiato il futuro dello Stivale. In quella circostanza, infatti, si domandava alla popolazione se l’Italia dovesse rimanere una monarchia o se, invece, essa dovesse essere sostituita da un governo a carattere repubblicano. Il responso, seppur non contrassegnato da distanze incolmabili, fu chiaro a tutti: vinse la Repubblica.

In quella medesima circostanza, il popolo italiano dovette anche provvedere alla nomina di un’Assemblea Costituente, incaricata di scrivere la nuova Costituzione, giunta fino ai giorni nostri e tesoro dal valore inestimabile per le presenti e future generazioni. All’interno dell’Assemblea si registrò l’affermazione di tre partiti: la Democrazia Cristiana, che vide riconoscersi il 35% dei voti, il Partito Comunista Italiano e il Partito Socialista Italiano. Risultato invece non lusinghiero per il Partito d’Azione, che decise addirittura di sciogliersi dopo avere ricevuto appena l’1,5% dei voti. Trascorsero 23 giorni e, il 25 giugno 1946, l’Assemblea Costituente avviò in via del tutto ufficiale i lavori, presieduti da Giuseppe Saragat.

FESTA DELLA REPUBBLICA: LA COSTITUZIONE ENTRÒ IN VIGORE UN ANNO E MEZZO PIÙ TARDI

La Festa della Repubblica coincide dunque con il referendum del 2 giugno 1946, ma per l’entrata in vigore della Costituzione italiana si dovette attendere il 1° gennaio 1948, dal momento che il documento, per la sua importanza fondamentale e per la sua complessità, fu completato nel dicembre 1947. Con la Costituzione, l’Italia era una Repubblica parlamentare, con un Presidente, massima carica dello Stato, eletto in Parlamento e per la durata di sette anni, a cui furono assegnati ruoli rappresentativi (unità del territorio e capo dell’Esercito). Si optò altresì di affidare il potere legislativo a un Parlamento bicamerale (cinque anni di durata), suddiviso – com’è ancora oggi – in Camera dei Deputati e Senato della Repubblica e, peraltro, con la Costituzione fu vietata la ricostituzione del Partito Nazionale Fascista. Il primo presidente del Consiglio dei Ministri fu Alcide De Gasperi, della Democrazia Cristiana, che ebbe subito da affrontare la delicata questione connessa al Sud Tirolo, assegnato all’Italia dalle potenze vincitrici, nonostante vi fosse una buona parte di popolazione germanofona. De Gasperi, che era anche ministro degli Esteri, arrivò a miti consigli con il collega austriaco Karl Gruber, arrivando a creare la regione a statuto speciale del Trentino-Alto Adige, con ampie autonomie e con l’ufficializzazione della lingua tedesca accanto a quella italiana.

FESTA DELLA REPUBBLICA: I SIMBOLI

Oggi, mercoledì 2 giugno 2021, si celebra l’anniversario numero 75 della Festa della Repubblica italiana ed è bene effettuare una rapida ricognizione circa i principali simboli connessi a questo giorno e, più in generale alla nostra nazione. Si va dalle Frecce Tricolori, la flotta aerea acrobatica più spettacolare al mondo, al Monumento nazionale a Vittorio Emanuele II, meglio conosciuto con il nome di Vittoriano, ubicato in piazza Venezia, a Roma, e per metonimia spesso denominato Altare della Patria. Vi è poi lo stendardo presidenziale, che costituisce, nel nostro ordinamento militare e cerimoniale, il segno distintivo della presenza del Capo dello Stato e segue perciò il Presidente della Repubblica in tutti i suoi spostamenti. Inoltre, dal 5 maggio 1948 l’Italia repubblicana ha il suo stemma ufficiale, al termine di un tortuoso percorso creativo durato ventiquattro mesi, due concorsi pubblici e un totale di 800 bozzetti, presentati da circa 500 cittadini, fra artisti. Quello iniziale (provvisorio) riproduceva un’Italia circondata da una cinta di torri tra due rami di alloro: fu poi sostituito dalla corona d’alloro attuale, che incornicia una stella bianca a cinque punte e una ruota, simbolo della laboriosità del Paese. Infine, impossibile non menzionare l’inno nazionale, noto anche come Inno di Mameli, e la bandiera tricolore.

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