Editoriale di Francesco Loiacono, direttore della Nuova Ecologia, al numero di giugno
Non c’è mezzo più legato all’idea di vacanza della bicicletta. In montagna, al mare, sul fiume, sul lago o nei piccoli centri, andare in giro su due ruote rigenera il corpo e la mente. Le sensazioni di pace e relax di una pedalata nella natura sono impagabili. Le ha raffigurate bene, nell’illustrazione di copertina, Andrea Calisi.
Siamo convinti che nelle prossime settimane la voglia di svago correrà sui pedali e che le bici saranno protagoniste di questa estate italiana. D’altronde le biciclette stanno conoscendo un vero e proprio boom: sempre più città disegnano ciclabili e tanti territori promuovono percorsi cicloturistici. Per farci consigliare, fra i tanti possibili, qualche itinerario da esplorare, abbiamo chiesto a dodici opinion bikers di segnalarci la loro ciclovia del cuore. Ma quella che tracciamo nella nostra storia di copertina è una cartina dell’Italia aperta, in cui ognuno può aggiungere il proprio itinerario preferito e farsi guidare dalla voglia di esplorare nuovi percorsi o dalla forza nelle gambe per spingersi un po’ più in là.
Chi si è spinto sempre più in là, alla ricerca di una notizia o di una storia da raccontare, è Gianni Minà. Il giornalista e documentarista che ha fatto conoscere al grande pubblico la vita e i sentimenti dei più grandi dello sport, del cinema, della musica e della politica, nell’intervista che ci ha concesso spiega che cosa voglia dire essere un “detective della diversità”.

Anche Cristian si è spinto molto in là, violando la sua sensibilità e mettendo a dura prova il suo stomaco. È lui il protagonista della nostra inchiesta sugli allevamenti intensivi: il volontario della Lav ha raccontato a Daniele Di Stefano come riesce, facendosi assumere, a documentare e a denunciare alla magistratura le violazioni alle regole più elementari sul benessere animale. Un tema sul quale è urgente intervenire: in Italia sono allevati 23 milioni di capi di bestiame grossi e 137 di avicoli. Numeri che non producono soltanto sofferenza ma anche impatti ambientali altissimi. Un’etichettatura per il benessere animale è quanto mai urgente insomma, ma quella che sta per uscire dalle commissioni interministeriali della Salute e delle Politiche agricole, denunciano Legambiente e Compassion in world farming, potrebbe essere un’occasione sprecata.