«I negoziati stanno andando avanti da anni in sede Ocse, in sede G20, in sede europea. Sono negoziati che operano su due binari: primo, l’inserimento di una tassa minima globale per combattere i paradisi fiscali; secondo, come si va a determinare la base imponibile, come si va a definire la presenza di un soggetto che fa profitti in una giurisdizione anche se poi non è lì che ha l’headquarter ma è lì dove fa i profitti»: così Irene Tinagli sulla global tax ai microfoni di Sky Tg24.
L’esponente del Partito Democratico ha elogiato l’intesa raggiunta nella giornata di sabato: «Questo negoziato è molto complesso, si era completamente arenato pochi mesi fa con la sospensione da parte di Trump, che ha tolto gli Usa dal tavolo. Pensavamo che fosse difficile recuperare questo negoziato, considerato che Biden ha problemi in casa propria, ma ci siamo riusciti, portando Paesi come Usa, Giappone, Francia e Germania ad un accordo di questo genere. E’ un risultato storico – il giudizio di Irene Tinagli – significa sbloccare un negoziato che si era arenato e significa fare valere il principio che non ci possono essere paradisi fiscali dove le multinazionali possono rifugiarsi».
IRENE TINAGLI: “GLOBAL TAX, FONDAMENTALE INTESA CON USA”
Irene Tinagli è poi entrata nei dettagli dell’intesa: «La parte di minimum tax che riguarda tutte le multinazionali è quella più definita. La parte legata alle multinazionali del web è un po’ più complessa, ancora i dettagli specifici non sono stati definiti. Il prossimo passo è discuterne al G20 di luglio e vedere se si riesce a chiudere un accordo. Ma questa è una tappa fondamentale: senza un accordo con gli Usa, era impossibile fare i passi successivi». Irene Tinagli ha poi messo in risalto i meriti della web tax: «Gli Usa hanno iniziato a muoversi perché si sono accorti che se non si arrivava ad una definizione di un accordo globale, i Paesi più grossi avrebbero iniziato a muoversi per conto loro. Questo sarebbe stato per loro e per le loro imprese ancora peggio, ancora più svantaggioso. Le iniziative dei singoli Paesi hanno dato una spinta a riprendere i negoziati sul tavolo internazionali. La web tax non è stata un’iniziativa inutile, anzi è stata una sveglia».
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