Alle prese con le faide interne, il Movimento 5 Stelle torna a riaccendere il dibattito politico. Il motivo? Il vertice riservato in programma oggi pomeriggio tra Beppe Grillo, Giuseppe Conte e l’ambasciatore della Cina. Come riportato dai colleghi di Adnkronos, il summit è stato fissato presso l’ambasciata di Pechino a Roma e si tratterebbe «di un normale incontro tra un rappresentante diplomatico di un Paese straniero ed esponenti politici italiani».
La visita di Grillo e Conte all’ambasciata cinese ha scatenato immediatamente le ire del Centrodestra, senza dimenticare le polemiche passate sul rapporto tra il Movimento 5 Stelle e Pechino. Un vero e proprio caso diplomatico fu quello scatenato dall’ex premier nel gennaio 2021 quando, ancora da primo ministro, paragonò la Cina agli Stati Uniti e parlò di «valori e principi comuni» con l’Italia.
GRILLO-CONTE ALL’AMBASCIATA CINESE: IRA CENTRODESTRA
Come dicevamo, l’incontro tra Grillo, Conte e l’ambasciatore cinese ha scatenato le proteste del Centrodestra. In un post su Facebook, Giorgia Meloni ha spiegato che il summit all’ambasciata cinese è servito per fare ricevere al prossimo capo del Movimento 5 Stelle la benedizione di Pechino: «È la conferma di quello che abbiamo visto in questi anni al governo della Nazione: i grillini sono la quinta colonna del regime cinese in Italia». Ironico il giudizio di Maurizio Gasparri, a suo avviso quella di Grillo è la visita periodica per prendere ordini: «Grillo che ha scelto di diventare un ex comico per diventare politico, ora è diventato anche un ex politico per il suo clamoroso fallimento… Il fatto che ora prenda ordine dai cinesi ci preoccupa meno, perché per fortuna conta sempre meno», le parole dell’azzurro a Adnkronos.
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