La manifestazione comincerà alle 16 e unirà il movimento ispiratosi a Greta Thunberg con Extinction Rebellion Catania e altre associazioni ambientaliste. L’obiettivo è mettere al centro l’emergenza climatica e la giustizia sociale
Mentre i ministri dell’Istruzione di Italia, Arabia Saudita, Argentina, Australia, Brasile, Canada, Cina, Corea del Sud, Francia, Germania, Giappone, India, Indonesia, Messico, Regno Unito, Russia, Stati Uniti, Sudafrica, Turchia e Unione europea si riuniscono a Catania, presso il Monastero dei Benedettini, per discutere dell’impatto dell’emergenza sanitaria sui sistemi d’istruzione, sul futuro della scuola e sull’ipotesi di creare percorsi più agevoli di transizione dalla scuola al mondo del lavoro, i movimenti e le associazioni ambientaliste si danno appuntamento in piazza alle 16.
G20: lavoro e istruzione
Fridays For Future Catania, Fridays For Future Palermo, Extinction Rebellion
Catania, Eco Vittoria e altri movimenti e associazioni ambientaliste e per il sociale si uniscono al corteo in occasione della Riunione interministeriale su “Lavoro e Istruzione”.
La riunione , nell’ambito della Presidenza italiana del G20, sarà presieduta dal ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi. I lavori si svolgeranno secondo le linee guida della Presidenza italiana del G20: persone, pianeta e prosperità. L’evento segna il culmine del confronto tra i Paesi del G20 sull’istruzione e sulla formazione, iniziato nel mese di gennaio 2021.
G20: emergenza climatica deve tornare al centro
I movimenti e le associazioni ambientaliste si danno appuntamento in piazza per diversi motivi, spiegati nella nota inviata alla stampa: “Perché il modello di sviluppo adottato finora da chi oggi detiene il potere globale ha condotto alla costituzione di un sistema gerarchico di oppressione e sfruttamento delle persone e della Terra, origine della crisi climatica ed ecologica e mezzo di arricchimento per le maggiori economie. Perché è necessario porre al centro una visione diversa; Perché l’istruzione è il punto di partenza essenziale della risposta globale al cambiamento climatico. Perché quando si parla di lavoro, non si possono non citare gli 80 milioni di posti di lavoro che saranno persi a causa della crisi climatica, e come lo sfruttamento di lavoratrici e lavoratori sia legato ad essa. Non deve esistere contrapposizione tra lavoro e salute, lavoro e ambiente, lavoro e sostenibilità. Perché vogliamo vivere. Se non verranno attuate adesso politiche ambiziose e concrete volte al raggiungimento dello zero netto di emissioni globali entro il 2050 (in Italia entro il 2030), vorrà dire che la classe al potere avrà condannato definitivamente l’umanità”.