M5S, SCONTRO CONTE-GRILLO SU STATUTO/ Beppe: “Io garante, non c*glione”

Arrivano buone notizie per il Movimento 5 Stelle, ma è ancora presto per cantare vittoria. Dopo giorni di altissima tensione, con tanto di minaccia di passo indietro da parte di Conte, è stato fatto un passo in avanti nel rapporto tra l’ex premier e Beppe Grillo. Il garante pentastellato è arrivato a Roma per incontrare i parlamentari ed ha spiegato: «Stiamo lavorando bene con Conte, per lo Statuto servono ancora 2-5 giorni».

Beppe Grillo ha ribadito di voler preservare, anzi rafforzare, la democrazia diretta, sottolineando di non voler fare passi indietro sul tema dei due mandati: «Io farei anche una legge, ma lo metteranno al voto gli iscritti». Il comico ha poi aggiunto che lo Statuto stilato da Conte è molto diverso da quello del M5s e ci sono delle osservazioni reciproche in corso. Ma un messaggio lo ha voluto mandare: «Io sono il garante, non sono un coglione». (Aggiornamento di MB)

CLIMA DI ALTA TENSIONE TRA CONTE E GRILLO

Giuseppe Conte e Beppe Grillo erano, sono e forse ancora saranno il “centro” nevralgico del Movimento 5Stelle: ma il livello dello scontro avvenuto negli ultimi giorni ha messo a serio rischio la “rivoluzione” grillina, con un nuovo statuto, un nuovo capo politico e praticamente sconfessata l’intera linea politica degli ultimi due anni. Forse anche per questo (e per alcune dichiarazioni anti-origini rilasciate dall’ex Premier nelle ultime settimane) il Garante e fondatore del Movimento ha provato a rimettere qualche puntino sulla “i”, dal vincolo di mandato alla centralità politica della figura di Garante anche nel nuovo statuto.

A Conte non è piaciuto affatto e il rischio della rottura è stato assai vicino, con conseguente rinvio dell’annuncio per il rilancio del M5s con il varo del nuovo statuto: oggi “Il Fatto Quotidiano”, il giornale sicuramente più informato sulle vicende e trame interne ai 5Stelle, riportava un virgolettato molto duro attribuito al leader in pectore Giuseppe Conte. «Il mio progetto è qui – avrebbe spiegato a Palazzo Madama ai parlamentari – non ci penso proprio a fare altro: ma io sono venuto per cambiare e il garante deve essere convinto, altrimenti faccio un passo indietro»: in giornata è previsto l’incontro ulteriore tra Grillo e Conte e i membri del M5s in Parlamento, ma per qualche ora si è temuto appunto che tutto potesse saltare.

PRIMA IL CAOS, POI LA “PACE”: M5S IN FIBRILLAZIONE

Il cambiamento di cui parla Conte è proprio la revisione dei rapporti tra capo politico e Garante, di nuovo dunque un “Grillo vs Conte” che avrebbe potuto (o potrà?) condurre a pericolosi “accavallamenti”. Niente sovrapposizioni. altrimenti «non potrei accettare» ha ribadito l’ex Premer secondo le fonti del “Fatto”. «È necessaria una separazione delle filiere – avrebbe concluso – Al capo politico spetta la titolarità della linea politica, il garante sarà invece il custode dei valori»: poi però avviene che ieri sera tardi, racconta l’Adnkronos, i due si sentono al telefono e chiariscono ogni residua “diatriba” arrivando a cominciare un accordo vicino per il nuovo M5s e il nuovo Statuto. «Lunga telefonata chiarificatrice, e ora l’accordo per il rilancio del M5S e il varo del nuovo statuto sembra a un passo», riportano le fonti dell’Adn, con la conferma dunque dell’incontro oggi pomeriggio in Parlamento tra 5Stelle, Grillo e lo stesso Conte. Già nelle scorse ore, sempre all’Adnkronos, l’avvocato e professore aveva ribadito che «con Beppe Grillo non dobbiamo ricucire, non abbiamo mai rotto. Il dialogo c’è ed è continuo». Restano invece ancora alcuni nodi da sciogliere prima dell’intesa ma i rapporti sembrano essere tornati sereni: di contro, rimangono però alcune “ombre” specie sul fronte dei ricorsi legali. «Molti iscritti pentastellati, delusi per il divorzio tra il Movimento e Davide Casaleggio, sarebbero pronti alle carte bollate per chiedere che la votazione sul neo-statuto del M5S si celebri sulla piattaforma Rousseau e non sul nuovo portale telematico», spiega l’agenzia Adnkronos, facendo ben intuire che il futuro sarà anche meno “nevrotico” ma non per questo è già delineato perfettamente in casa M5s.

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