Immersi nel blu

Immersi nel blu
oceano

Editoriale del direttore Francesco Loiacono al numero di luglio-agosto di Nuova Ecologia

foto di Francesco Loiacono
Francesco Loiacono, direttore della Nuova Ecologia

Lo chiamiamo Terra ma il pianeta sul quale viviamo, visto dallo spazio, è una palla blu. L’immensa massa d’acqua che ricopre il 71% della sua superficie regola il clima, offre cibo a miliardi di persone e produce la metà dell’ossigeno che respiriamo. L’oceano, insomma, è vita. Eppure lo conosciamo pochissimo: l’uomo ha studiato più la superficie della Luna e di Marte che i fondali marini. Solo il 19% del fondo oceanico è mappato e ci sono vaste aree delle profondità e nelle regioni artiche e polari di cui non sappiamo assolutamente nulla.

È il momento di volgere lo sguardo verso il basso, verso gli abissi, per conoscere e curare l’oceano, al quale dedichiamo la storia di copertina di questo mese, in cui abbiamo coinvolto alcuni studiosi del mare. Uno sforzo di ricerca e approfondimento al quale siamo invitati dalle Nazioni Unite, che hanno dedicato il decennio 2021-2030 alle Scienze del mare per lo sviluppo sostenibile, con l’obiettivo di mobilitare comunità scientifica, governi, società civile e privati attorno a un programma di studio e innovazione tecnologica in linea con quanto previsto dall’obiettivo 14 dell’Agenda 2030: “Conservare e utilizzare in modo durevole gli oceani, i mari e le risorse marine per uno sviluppo sostenibile”. L’oceano che vogliamo è pulito, sano, predicibile, sicuro, sostenibile, trasparente, ispirazionale. Così recitano i sette “comandamenti” del Decennio, che ci esortano a identificare e rimuovere l’inquinamento.

Volgiamo lo sguardo verso il basso, verso gli abissi, per conoscere e curare l’oceano

Come fanno i tanti volontari impegnati nelle attività di citizen science. Sulle pagine della nostra rivista ne raccontiamo tante, questo mese diamo notizia della partenza di “Goletta verde” e “Goletta dei laghi”, le storiche campagne di Legambiente, e condividiamo i dati dell’ultima edizione di “Clean up the Med”, alla quale hanno partecipato migliaia di cittadini in 16 Paesi lungo le coste del Mediterraneo. Questa estate c’è una gran voglia di svago ma soprattutto di natura. Ricordiamoci di portare con noi – al mare, al lago o in montagna – qualche sacchetto per raccogliere i rifiuti che troveremo dispersi nell’ambiente, perché il senso civico non va mai in vacanza.
In queste settimane in molti di noi è vivo il ricordo dei “fatti di Genova”. In quei caldi giorni del luglio 2001 non perse la vita solo Carlo Giuliani. Come spiega Giovanni Mori, caporedattore de Il Secolo XIX e autore del libro Genova, vent’anni dopo, al nostro Fabio Dessì, ci fu una sospensione della democrazia e un fallimento di tutti i soggetti in campo. Quello dello Stato innazitutto, ma anche di quel movimento composto da così tanti giovani, gli stessi che oggi affollano da precari il mondo del lavoro. È bene non dimenticarlo quando pensiamo di costruire un mondo migliore.

 

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