Ddl Zan, diretta voto calendarizzazione Senato/ Pd vs Renzi e Lega: “basta giochetti”

Ddl Zan, diretta voto calendarizzazione Senato/ Pd vs Renzi e Lega: “basta giochetti”

VOTO OGGI AL SENATO SU CALENDARIZZAZIONE DDL ZAN

Alle ore 11 si riunisce oggi la riunione della Commissione Giustizia al Senato con l’unico ordine del giorno la calendarizzazione del Ddl Zan, il disegno di legge contro l’omobilesbotransfobia: il relatore e presidente (leghista) Ostellari tenterà una mediazione ormai ritenuta da tutti impossibile per far convergere tutti i partiti del Governo verso un testo condiviso. Al di là dell’accordo o meno che si riuscirà a trovare – ma Pd e M5s hanno già fatto sapere che non scendono a patti su questo Ddl con Centrodestra e Salvini – nel pomeriggio il Senato si riunisce (diretta video streaming sul canale YouTube, ndr) per votare la calendarizzazione effettiva del disegno di legge, data prevista il prossimo 13 luglio.

Dopo l’ok alla Camera nei mesi scorsi, lo scontro politico si fa sempre più acceso con diversi fronti ancora tutti aperti e sconvolti dalla mossa di Matteo Renzi nelle ultime giornate: il “lodo Faraone” presentato dal medesimo senatore di Italia Viva, pone di fatto alcune modifiche al testo Zan portando di fatto le lancette dell’orologio indietro di una legislatura con una base molto simile alla precedente proposta di legge a firma Scalfarotto (ex Pd, oggi renziano), tra l’altro firmata all’epoca anche da Alessandro Zan. La mossa non è piaciuta affatto al segretario Dem Enrico Letta che ha apertamente accusato Renzi e Salvini di voler sabotare la legge Zan, annunciando poi che i Dem non chiederanno «alcuno scrutinio segreto su nessun emendamento».

DDL ZAN, IL CONFRONTO RENZI-SALVINI-TAJANI

Renzi da par suo ribadisce che la maggioranza al Senato sul Ddl Zan attualmente non c’è, dato che vi sono 10-15 voti di differenza e che alcuni senatori («non quelli di Italia Viva, ma altri», afferma) potrebbero votare contro nello scrutinio segreto. «Non capisco la posizione di Iv – ha detto ieri il segretario Enrico Letta a ‘In Onda’ su La 7 – che ha fatto un lavoro di merito importante alla Camera, e insieme a Pd, Leu e M5s ha votato la legge alla Camera e improvvisamente ha cambiato idea. […] Basta con i giochetti, Italia Viva non si presti ai giochi della Lega». Altrettanto dura la replica di Faraone che a “Omnibus” reagisce alle critiche del Pd, «Letta prova a gettare fumo negli occhi ma non ci riesce: è una non notizia che non ci sia la richiesta di voto segreto dal Pd ma il segretario dem sa benissimo che bastano 20 senatori. Noi voteremo la calendarizzazione in aula del ddl come sempre abbiamo detto e non faremo mancare mai il nostro voto favorevole alla legge contro le discriminazioni omotransfobiche: se oggi però ci fosse l’intesa ci potrebbe essere un accordo politico per blindare il testo alla Camera. È chiaro che né IV né il Pd chiederanno il voto segreto ma qualcuno lo farà ed allora se il provvedimento sarà affossato in aula, avremo tutti fallito perché avremo lasciato senza tutele tante persone».

Zan stesso parla di «incrociare le dita» andando in Aula e la situazione si fa sempre più delicata, con il leader della Lega Salvini che chiede un’ultima volta un confronto e un accordo finale su un testo di legge “semplificato” che elimini gli articoli più spinosi (1,4,7), come del resto avanzato anche dallo stesso Renzi: in mattinata è previsto un confronto a tre fra il leader di Italia Viva, Salvini e il n.2 di Forza Italia Antonio Tajani per puntare a eliminare i riferimenti di «identità di genere, reati di opinione, attività contro l’omotransfobia a scuola», che ancora segnano la differenza tra i due fronti. Il fronte “numeri” a Palazzo Madama intanto preoccupa il Centrosinistra, anche perché al di là di voti segreti e possibili divisioni all’interno del Gruppo Misto (50 senatori in tutto), restano sempre decisivi i 17 voti di Italia Viva: al momento Pd-M5s-LeU-parte del Misto potrebbero raccogliere da 144 a 154 voti senza l’appoggio di Renzi, di contro il Centrodestra ne raccoglierebbe circa 149-160. La sfida insomma è apertissima e ancora una volta in questa legislatura sarà l’ex Premier fiorentino a rappresentare l’ago della bilancia imprevedibile.

GLI ARTICOLI CONTESTATI (1,4,7)

«Togliere quelli che anche secondo il Santo Padre sono passaggi critici – le scuole, i bimbi la cui educazione spetta a mamma e papà, i reati di opinione e a concentrarsi invece sulle punizioni di chi abusa o aggredisce due ragazzi o due ragazze che hanno tutto il diritto di amarsi. Spero che Letta e il Pd non insistano sulla loro strada solitaria perché rischiano di affossare definitivamente la legge»: così l’ultimo appello di Salvini prima dell’incontro con Renzi e Tajani, facendo ancora più imbestialire il Pd di Zan e Letta che invece tirano dritti per approvare la calendarizzazione del Ddl Zan (al 13 luglio) così come è nelle votazioni in diretta di questo pomeriggio. Tre i principali articoli contestati da Lega, Fdi, parte di Forza Italia e Italia Viva:

articolo 1: Ddl Zan definisce l’identità di genere «identificazione percepita e manifestata di sé in relazione al genere, anche se non corrispondente al sesso». Il Centrodestra contesta l’affondo e chiede di fare riferimento solo al sesso biologico: ddl Ronzulli-Salvini parla di «aggravante omofobica ma non transfobica».

articolo 4 (estensione codice penale): Ddl Zan vieta oltre alle discriminazioni già presenti nella Legge Mancino, anche i motivi fondati su «sesso, genere, orientamento sessuale, identità di genere e disabilità». Il Cdx chiede di aggiungere solo il motivo “sesso” dentro alle discriminazioni non permesse.

articolo 7 (Giornata nazionale contro l’omofobia): Ddl Zan istituisce il 17 maggio la giornata nazionale con attività da far organizzare a tutte le scuole pubbliche (paritarie e statali). Il Cdx invece contesta dicendo che limita questa giornata la libertà di pensiero e di opinione oltre a quella di educazione

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