
DDL ZAN, SECONDO ROUND AL SENATO
Secondo “round” al via stamane al Senato per la discussione del testo sul Ddl Zan: dopo aver prevalso ieri la linea del Centrosinistra sul proseguire il dibattito in Aula senza tornare in Commissione (dunque senza ammettere alcun accordo per un testo condiviso), gli animi già stamani sono tornati ad essere molto forti. Gli appelli fatti ieri da Renzi e Salvini per provare una mediazione – che eviti di affossare la legge ma che elimini alcuni punti nodosi del disegno di legge – non sono per il momento stati accolti da Pd-M5s-LeU, anzi la stessa Italia Viva è oggetto di critiche feroci da parte dei banchi “sinistri” del Governo.
Il nodo restano sempre i numeri dati sempre più incerti nell’ormai più che probabile “conta” che ci sarà tra due settimane: entro il 20 luglio è possibile presentare gli emendamenti al testo, la settimana prossima il Senato dovrà concentrarsi sul Dl Sostegni-bis in scadenza e dunque sarà presumibilmente nell’ultima settimana di luglio che si saprà quale destino avrà il disegno di legge contro l’omobilesbotransfobia. Rinvio a settembre, rischio voto al Senato con voto segreto, accordo nella maggioranza per testo condiviso (come proposto da Italia Viva e Lega).
IL NODO SOSPENSIVE
Intanto l’esame in Aula prosegue (qui sotto la diretta video streaming sul canale YouTube del Senato) e dopo la bocciatura ieri delle pregiudiziali di costituzionalità avanzate da Lega e Fratelli d’Italia, oggi al Senato si discutono prima le richieste di sospensiva presentate da Forza Italia (2, Bernini e Malan) e Lega (Romeo), poi si proseguirà fino a questa sera con il dibattito specifico sul testo generale del Ddl Zan. «Come si può immaginare e poi scrivere – ha aggiunto – che esisterebbe una sorta di istigazione alla discriminazione che costituisce reato senza che la discriminazione si sia verificata? La legge dovrà tornare alla Camera perché ci sono errori tecnici che vanno corretti. Allora bisogna assolutamente fare uno sforzo per identificare una soluzione condivisa», ha spiegato Caliendo (Forza Italia) introducendo il dibattito sulle sospensive a Palazzo Madama, «Dobbiamo individuare una norma che sia idonea a garantire la tutela a chi si trova nelle condizioni previste dalla legge Zan e che sia nel contempo una garanzia per tutti i cittadini a non esser coinvolti in una sorta di ‘guerra di religione».
Per il capogruppo al Senato della Lega Romeo serve invece prendersi del tempo per trovare in Commissione Giustizia un accordo condiviso il più possibile: «15 giorni non sono le calende greche, riportiamo il testo in Commissione. Perché se il tema è ‘o così o morte’, come è stato come un po’ di tempo fa quando si diceva ‘o Conte o morte’, ricordatevi come è andata a finire». Il Pd con Simona Malpezzi difende il testo di legge e accusa Lega, Italia Viva e Forza Italia di raccontare una “narrazione politica” che non è aderente alla realtà. Infine, il presidente dei senatori di Italia Viva Davide Faraone ha chiesto alla Presidente del Senato Casellati di intervenire conto la senatrice Monica Cirinnà (Pd) per aver pubblicato un video ieri dove lo si vede applaudire all’intervento di Salvini, «La senatrice Cirinnà ha esposto un collega alla lapidazione social, la prego di intervenire». Sì, il clima è decisamente incandescente e siamo solo al secondo giorno.
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