Martedì 20 luglio a Palazzo Chigi la cabina di regia con il Premier Mario Draghi sarà decisamente “infuocata”: sul tavolo il nuovo decreto anti-Covid che potrebbe contenere sia l’ampliamento del Green Pass (dal 1 agosto), la modifica dei parametri per finire in zona gialla (meno Rt, più influenza dell’indice ospedalizzazioni) e pure la proroga dello stato d’emergenza (o di 3 o di 6 mesi, scadenza attuale il 31 luglio). Dopo l’adozione della Francia del “nuovo” pass sanitario indetto da Macron – obbligo di certificato per entrare in qualsiasi locale pubblico, bar e ristoranti compresi – la polemica nel nostro Paese è esplosa con le differenti fazioni sorte anche all’interno della maggioranza politica in merito a potenziale semi obbligo vaccinale che verrebbe inserito con il nuovo Green Pass allo studio.
«Premesso che la scelta spetta al decisore politico, a titolo personale, dico che va considerato seriamente anche il Green Pass per mangiare al chiuso nei ristoranti. Peraltro, chi esita a tornare nei ristoranti credo che lo farebbe con più tranquillità sapendo che vi hanno accesso persone con il certificato», ha spiegato il coordinatore Cts Franco Locatelli, intervistato da “Repubblica” questa mattina. «Credo che vadano fatte scelte per contrastare la ripresa della circolazione virale – ha concluso -. Dare accesso a determinate attività a chi è stato vaccinato, o comunque ha il certificato verde, è una strategia inevitabile. Penso a concerti, grandi eventi, stadi, cinema, teatri, piscine palestre. In questi casi è fuori discussione la necessità del documento».
GREEN PASS: TUTTE LE IPOTESI SUL TAVOLO
Proprio il parere Cts sarà inviato al Governo prima della cabina di regia di martedì e poi discusso assieme alle Regioni probabilmente già nelle giornate di mercoledì o giovedì: il nuovo Decreto Covid potrebbe essere già varato nel CdM del prossimo 22 luglio, o comunque entro fine mese. Si va verso un Green Pass obbligatorio per ingressi in aerei, navi, treni ma anche cinema, stadi, teatri, palestre, piscine, discoteche (all’aperto e in zona bianca) e concerti: non solo, secondo le prime anticipazioni emerse su ANSA, “Corriere della Sera” e “Fatto Quotidiano”, sarebbero previste anche multe di 400 euro per chi ne è sprovvisto e cinque giorni di chiusura per i gestori che non rispettano l’obbligo. Capitolo a parte e ancora tutto da dirimere quelli di bar e ristoranti: Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia si dicono concordi nel non poter ancora gravare sulle categorie già più colpite dalla pandemia nell’anno e mezzo passato, in più nel pieno dell’estate. Ma l’indirizzo di Ministero della Salute e Cts andrebbe verso un Green Pass obbligatorio anche per i ristoranti al chiuso: decisiva sarà la mediazione del Premier Draghi, al momento intenzionato a mantenere l’obbligo del Green Pass solo per i luoghi ad alto rischio assembramento e al chiuso. Quello che invece sembra già deciso è che il pass sarà rilasciato solo a chi effettuato la doppia dose del vaccino, per chi è guarito dal Covid o per chi ha tampone negativo effettuato nelle 48 ore precedenti.
TUTTE LE ALTRE NOVITÀ NEL DECRETO
Il piano a cui sta lavorando il governo Draghi in vista del prossimo decreto Covid non è affatto semplice e si presenta già con diverse criticità da risolvere: revocare il Green Pass a chi lo ha già ricevuto dopo la prima dose, dirimere un giusto bilanciamento tra libertà personale e sicurezza sanitaria del Paese, dibattito sempre più acceso tra i “pro” obbligo vaccino e i “pro” metodi di convincimento non coercitivo (per non parlare del fronte No-Vax che cresce anche lentamente). Criticità è anche il fatto che la campagna vaccinale si è rallentata per l’inizio delle vacanze di molti italiani che hanno rinviato gli appuntamenti per le seconde dosi, determinanti per schermare appieno la variante Delta in rapida diffusione in tutta l’Europa.
Nel Decreto sul Green Pass dovrebbero comunque entrare altri due provvedimenti giudicati di vitale importanza dalle forze politiche e dagli enti territoriali: è prevista una proroga per lo stato di emergenza, dal 31 luglio per altri 3 o 6 mesi (tenuto conto che non si potrà andare il 31 gennaio 2022 con il regime d’emergenza). Non solo, su spinta delle Regioni, il Ministro Speranza è disposto a modificare i parametri per stabilire le fasce di rischio: con l’aumento dei contagi per la variante Delta, cui non cresce parallelamente il numero di vittime e ospedalizzati, consiglia il Governo ad una revisione che tenga più in considerazione i dati sui ricoveri piuttosto che l’indice Rt e l’incidenza dei casi. Si cerca dunque di evitare un ritorno in zona gialla in pieno agosto per l’intero Paese, tenendo il monitoraggio sanitario ed epidemiologico sotto stretta osservazione settimanale.
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