Calabria, appalti truccati nella depurazione: dieci misure cautelari

Sono state eseguite dai carabinieri in alcuni comuni dell’alto Tirreno cosentino. Tra le persone coinvolte il sindaco di San Nicola Arcella Barbara Mele

Appalti truccati nel settore della depurazione. È questa, in sintesi, la motivazione alla base delle dieci misure cautelari, tra interdittive e arresti domiciliari, emesse dal Gip di Paola, Rosa Maria Misiti, ed eseguite questa mattina dai carabinieri in alcuni comuni dell’alto Tirreno cosentino, tra cui S. Nicola Arcella, Buonvicino e Diamante.

Per le persone coinvolte il reato contestato è di “condotte collusive e fraudolente finalizzate ad avvantaggiare uno o più operatori economici con riguardo ad appalti e affidamento di servizi”, “anche in violazione dei criteri di rotazione nell’affidamento di lavori e aggirando il dovere di effettuare indagini di mercato”.

Le misure, attivate nell’ambito dell’indagine denominata “Archimede” coordinata dal Procuratore della Repubblica di Paola Pierpaolo Bruni, hanno riguardato il sindaco di San Nicola Arcella, Barbara Mele, per cui è stato disposto l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, tre responsabili degli Uffici tecnici di comuni dell’Alto tirreno cosentino, vari imprenditori e un tecnico dell’Arpacal.

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