Il 22 e 23 luglio il vertice globale su ambiente, clima ed energia. L’obiettivo è spingere le economie più forti del pianeta a un impegno maggiore sulla dismissione delle fonti fossili e il taglio delle emissioni di sostanze inquinanti
Dopo una vigilia caratterizzata da mobilitazioni e dall’organizzazione di un Ecosocialforum, per un confronto dal basso sul grande tema della crisi climatica, iniziano ufficialmente oggi 22 luglio i lavori del G20 di Napoli su ambiente, clima ed energia. Obiettivi dei vertici in programma tra le delegazioni dei venti Paesi partecipanti è spingere la comunità internazionale verso obiettivi più ambiziosi per una transizione ecologica globale, in ragione da un lato degli eventi climatici sempre più avversi – anche in Italia come denuncia l’ultimo rapporto dell’Osservatorio CittàClima di Legambiente – e, dall’altro, dell’avvenuto slittamento di alcuni vertici chiave a causa della pandemia, tra i quali la COP 15 della Convenzione sulla diversità biologica e l’adozione del “quadro globale” sugli obiettivi da raggiungere entro il 2030, e la stessa COP 26 sul clima che avrebbe dovuto tenersi nel 2020 e che si terrà invece a fine anno a Glasgow e di cui l’Italia e co-organizzatrice con il Regno Unito. Un impegno affatto semplice da mantenere alla luce delle politiche nettamente discordanti in particolare sull’utilizzo delle fonti fossili e sul taglio delle emissioni di sostanze inquinanti da parte di alcune delle più forti economie della Terra, in primis Cina, Russia, India e Arabia Saudita.
Il 22 luglio i confronti verteranno sull’ambiente, mentre venerdì 23 luglio si parlerà di clima ed energia. Due temi, quest’ultimi, per la prima volta uniti in un G20, a dimostrazione della specifica attenzione che la comunità internazionale dedica alla crisi climatica in corso.
G20 Ambiente: i punti chiave del vertice
Questi gli argomenti che verranno trattati nella due giorni di lavori: approcci basati sugli ecosistemi e soluzioni basate sulla natura come modelli e mezzi per affrontare il cambiamento climatico, la biodiversità e la povertà; rete internazionale di esperti ambientali Unesco; appello per la tutela e il ripristino dei suoli degradati; appello per la gestione sostenibile dell’acqua; appello per la protezione “rafforzata” di Oceani e mari; spinta verso azioni comuni ambiziose a livello globale per combattere l’inquinamento marino da plastica; rafforzamento della cooperazione per l’uso sostenibile e circolare delle risorse tramite una Visione G20 sull’economia circolare per il Dialogo sull’efficienza delle risorse del G20; ruolo dei governi centrali a supporto delle Città circolari; educazione, sviluppo delle capacità e formazione; finanza verde; contrasto al cambiamento climatico; accelerazione della transizione energetica; flussi finanziari coerenti con l’accordo di Parigi sul Clima; ripresa sostenibile ed inclusiva con le opportunità offerte nell’energia da soluzioni tecnologiche innovative; città smart, resilienti e sostenibili.
G20 Ambiente: negoziati in salita
Tutti temi su cui “c’è ancora molta divergenza”, ha dichiarato alla vigilia del vertice il ministro della Transizione ecologica del governo italiano Roberto Cingolani che aprirà questa mattina a Palazzo Reale i lavori del G20. “Non tutti i paesi sono d’accordo sulla decarbonizzazione netta, alcune definizioni non sono ancora condivise. C’è molto lavoro da fare. E poi abbiamo tanti paesi in difficoltà, li dobbiamo aiutare. Non si può soltanto dire loro ‘smetti di crescere perché inquini’. C’è una responsabilità degli stati che guidano la transizione nel non creare ulteriori disuguaglianze”.