Clima, rapporto Ipcc: “Nei prossimi 20 anni temperatura globale sopra 1,5 °C”

Secondo l’ultimo dossier del Gruppo Intergovernativo sui Cambiamenti Climatici, a meno che non ci siano riduzioni immediate, rapide e su larga scala delle emissioni di gas serra limitare il riscaldamento sarà un obiettivo fuori da ogni portata

Molti dei cambiamenti climatici a cui abbiamo assistito negli ultimi tempi sono senza precedenti in migliaia se non centinaia di migliaia di anni. A segnalarlo è l’ultimo rapporto dell’Ipcc, il Gruppo Intergovernativo sui Cambiamenti Climatici pubblicato lo scorso 9 agosto e dal titolo “Climate Change 2021 – The Physical Science Basis”.

Secondo il rapporto, ben sintetizzato dal portale Ipcc – Focal point for Italy, a meno che non ci siano riduzioni immediate, rapide e su larga scala delle emissioni di gas serra limitare il riscaldamento a circa 1,5°C o addirittura 2°C sarà un obiettivo fuori da ogni portata. Dal dossier emerge in modo inequivocabile che le emissioni di gas serra provenienti dalle attività umane sono responsabili di circa 1,1°C di riscaldamento rispetto al periodo 1850-1900. Mediamente nei prossimi 20 anni la temperatura globale dovrebbe raggiungere o superare 1,5°C di riscaldamento.

Dalle analisi emerge inoltre che nei prossimi decenni un aumento dei cambiamenti climatici è atteso in tutte le regioni. Con 1,5°C di riscaldamento globale, ci si attende un incremento del numero di ondate di calore, stagioni calde più lunghe e stagioni fredde più brevi. Con un riscaldamento globale di 2°C, gli estremi di calore raggiungerebbero più spesso soglie di tolleranza critiche per l’agricoltura e la salute. I cambiamenti climatici stanno portando molti cambiamenti in diverse regioni, e tutti aumenteranno con un ulteriore riscaldamento. Questi includono cambiamenti nei valori dell’umidità, nei venti, nella neve e nel ghiaccio, nelle aree costiere e negli oceani. Per le città, alcuni aspetti dei cambiamenti climatici possono risultare amplificati. Tra questi, le ondate di calore (le aree urbane sono di solito più calde dei loro dintorni), le inondazioni dovute a forti precipitazioni e l’aumento del livello del mare nelle città costiere. Infine, il rapporto mostra che le attività umane hanno ancora il potenziale per determinare il corso del clima futuro. È chiara l’evidenza scientifica che mostra che l’anidride carbonica è il principale motore dei cambiamenti climatici, anche se altri gas serra e inquinanti atmosferici contribuiscono a influenzare il clima.

“Il rapporto Ipcc Working Group 1 è un codice rosso per l’umanità – ha detto il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres – I campanelli d’allarme sono assordanti e le prove sono inconfutabili: le emissioni di gas serra dovute alla combustione di combustibili fossili e alla deforestazione stanno soffocando il nostro pianeta e mettendo a rischio immediato miliardi di persone. Il riscaldamento globale sta interessando ogni regione della Terra, con molti dei cambiamenti che stanno diventando irreversibili. Le soluzioni sono chiare. Economie inclusive e verdi, prosperità, aria più pulita e salute migliore sono possibili per tutti se rispondiamo a questa crisi con solidarietà e coraggio… Abbiamo bisogno di un’azione immediata sull’energia… Se uniamo le forze ora, possiamo evitare la catastrofe climatica. Ma, come chiarisce il rapporto di oggi, non c’è tempo per indugiare e non c’è spazio per le scuse. Conto sui leader di governo e su tutte le parti interessate per garantire il successo della Cop26”.

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