«Rischio moderato ma ad alta probabilità di progressione di escalation nei prossimi 30 giorni»: così viene definita la Regione Sicilia nell’ultima bozza di monitoraggio Iss all’attenzione della Cabina di regia anti-Covid tenutasi questa mattina. Dopo un’estate di zona bianca nazionale, dal 30 agosto con ogni probabilità il Ministro della Salute Roberto Speranza dovrà tornare a firmare un’ordinanza per la zona gialla destinata alla Sicilia, considerato i parametri aggiornati.
Dopo essere stata “salvata” la scorsa settimana, nell’ultimo monitoraggio emerge come i parametri dell’occupazione dei ricoveri sia superata sia nei reparti ordinari (19,4%, soglia al 15%) che nelle terapie intensive (12,1%, soglia 10%). Zona gialla significa per i cittadini siciliani significa ritorno all’obbligo di mascherine anche all’aperto e limite clienti ai tavoli di bar/ristoranti che scende a 4. Coprifuoco resta abolito, così come sono liberi gli spostamenti anche fuori regione. Nel frattempo, con una nuova ordinanza del presidente della Regione Nello Musumeci, da sabato 28 agosto porterà a 4 i comuni dell’isola che, a prescindere dalla decisione del passaggio in giallo dell’intera Sicilia (ormai certo), passano in zona arancione: si tratta di Comiso e Vittoria (Ragusa), Battafranca (Enna) e Niscemi (Caltanissetta).
CABINA DI REGIA, LA SITUAZIONE PER TUTTE LE ALTRE REGIONI
La Cabina di regia ha poi registrato l’aumento lieve dell’incidenza dei casi su 100mila abitanti – 77 invece che i 74 dello scorso monitoraggio – ma anche il calo dell’indice Rt a 1.01 (invece che 1.1) e soprattutto il livello sotto la soglia di allerta per i ricoveri ospedalieri in tutto il Paese. Al momento, rileva la bozza presentata in Cabina di regia, 11 Regioni restano a rischio basso mentre 10 risultano a rischio “moderato”. Si tratta nello specifico, oltre alla Sicilia, di Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Liguria, Piemonte, Provincia di Trento, Puglia e Valle d’Aosta. Dalla zona gialla si salva la Sardegna, dato che presenta l’11,2% di terapie intensive e il 14% di reparti ordinari occupati: ma anche la Calabria offre dati in “aumento” anche se tenuti sotto controllo al momento, secondo il bollettino epidemiologico settimanale dell’Iss.
© RIPRODUZIONE RISERVATA