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L’editoriale del direttore Francesco Loiacono al numero di settembre della Nuova Ecologia

Il 24 settembre i giovani di tutto il mondo scenderanno in piazza per il clima, alla vigilia della Pre-Cop di Milano e poche settimane prima della Cop 26 di Glasgow sui cambiamenti climatici. Lo stesso giorno del 1961 migliaia di giovani parteciparono alla prima Marcia della pace organizzata da Aldo Capitini: lungo i 24 km che separano Perugia da Assisi, in questi sessant’anni, il movimento nonviolento italiano è cresciuto e ha rivendicato, instancabile, giustizia e diritti per tutti i popoli della Terra.

Nella crisi climatica di oggi sono condensate tutte le sfide raccolte dai movimenti “per un mondo migliore” nei decenni passati: razzismo e sovranismo che schiacciano gli ultimi, e oggi indeboliscono la lotta mondiale alla pandemia, profughi ambientali, finanza aggressiva e conflitti armati con arsenali militari che non smettono di crescere in tutto il pianeta. I ragazzi che in queste settimane pretendono misure efficaci per contenere il riscaldamento globale entro 1,5 °C, con nonviolenta determinazione, chiedono anche di curare questi mali. Hanno capito, come dice l’antropologo Vito Teti nell’intervista con Elisabetta Galgani, che la vera rivoluzione sta nel curare, nel custodire. Per lasciare un mondo migliore, e sano, alle nuove generazioni.

foto di Francesco Loiacono
Francesco Loiacono, direttore della Nuova Ecologia

Se agli Europei l’Italia è arrivata prima, nel campionato mondiale della sostenibilità il calcio tricolore si piazza soltanto al 17esimo posto, sul podio Germania, Francia e Svezia. Il giudizio severo di Community soccer report, sito di informazione sulla responsabilità sociale applicata al calcio, dice quanto ci sia da lavorare per rendere gli eventi sostenibili. Questo mese, con l’inizio dei campionati nazionali di tutte le discipline, riapriranno gli stadi e i palazzetti dello sport. E oltre agli impatti sanitari delle grandi concentrazioni di persone, è bene cominciare a pensare a quelli ambientali.

Riaprono stadi e palazzetti. Oltre agli impatti sanitari delle folle, bisogna cominciare a pensare a quelli ambientali

Gli eventi sportivi, musicali e culturali muovono tanta gente in luoghi in cui si consuma molta acqua ed energia e si producono tanti rifiuti. Nell’immagine di copertina, realizzata da Jacopo Rosati, proponiamo uno stadio “sostenibile”, un obiettivo ancora lontano dall’essere raggiunto in Italia, ma che si sono dati la Rete di impresa Ambiente e salute e Legambiente con il marchio “Ecoevents”. Un’iniziativa che vanta testimonial di eccezione fra sportivi e artisti: Javier Zanetti, Federica Brignone, Roy Paci e Marino Bartoletti, nelle interviste che pubblichiamo in questo numero, spiegano quanto possa essere forte il messaggio dello sport. A volte basta poco per andare a segno.

 

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