Nel processo penale in corso sulla lottizzazione abusiva dell’area rinviato a giudizio il vice sindaco Pierpaolo Marcuzzi. Aveva querelato la rappresentante del circolo legambientino laziale. Da tempo l’associazione si batte contro il progetto di ricostruzione
A Terracina continua a tenere banco il caso della lottizzazione abusiva della ex ProInfantia. L’area è interessata da un progetto residenziale presentato nel 2018 dalla Fondazione Società Romana Pro Infantia, alla quale nell’ottobre del 2020 è subentrata la società Residenze Circe srl. Il progetto la demolizione degli immobili esistenti e la costruzione al loro posto di due palazzi di cinque piani con piscina e campi da padel. L’area ad oggi è sotto sequestro su disposizione della procura alla fine dello scorso anno.
Notizia di queste ore è il rinvio a giudizio del vice sindaco di Terracina Pierpaolo Marcuzzi, coinvolto nel processo penale in corso. Contro il piano di lottizzazione della ex ProInfantia è schierata da tempo Legambiente Terracina. A seguito di un tesissimo consiglio comunale incentrato sulla questione e tenutosi lo scorso 25 gennaio, proprio il vice sindaco aveva sporto querela contro la presidente del circolo locale dell’associazione ambientalista Anna Giannetti per diffamazione aggravata a mezzo stampa, ritenendola colpevole di essersi sentita immotivatamente minacciata dalle parole da lui pronunciate nella seduta. Una querela che poi è stata archiviata dal pm per infondatezza. Decisione a cui il vice sindaco ha comunque deciso di opporsi.
In quell’occasione Marcuzzi difese a spada tratta l’operato dei suoi uffici sul rilascio del permesso di costruire per la lottizzazione della ex Proinfantia, paventato controlli mirati intesi ad accertare presunte irregolarità su proprietà immobiliari private (anche fuori dal Comune di Terracina) e svelato pubblicamente dati sensibili nell’immediatezza del sequestro preventivo del cantiere ex Proinfantia, avvenuto il 31 dicembre scorso.
Quell’attacco, seguito nei mesi scorsi da inquietanti messaggi indirizzati in forma anonima al circolo legambientino, non ha però fermato le azioni di denuncia di Legambiente Terracina. Che per questo suo impegno ha anche ricevuto il Premio nazionale di Legambiente “Ambiente e Legalità” 2021. “È evidente che la querela del vice sindaco a me in qualità di presidente di Legambiente Terracina e consigliere nazionale dell’Associazione, e presentata dopo pochi giorni dal suo inquietante e ambiguo discorso pronunciato in Consiglio comunale, si iscrive in una chiara strategia di colpire e mettere a tacere l’Associazione più attiva sul caso ex Proinfantia e su tante altre spinose vicende che riguardano la città – dichiara in una nota Anna Giannetti – La querela nei miei confronti sembra poter essere assimilata alla Slapp (Strategic Lawsuit Against Public Participation), ovvero una querela strategica per ostacolare la partecipazione pubblica, per distogliere tempo ed energia, per soffocare critiche legittime e da utilizzare come deterrente per le inchieste scomode, ovvero una di quelle querele che oggi si definiscono anche querele-bavaglio e che sono oggetto di grande approfondimento a livello legislativo italiano e recentemente anche a livello europeo”. “Posso poi confermare di aver percepito già in precedenza altri velati avvertimenti da parte di un altro rappresentante dell’Amministrazione, la quale aveva ammonito, già alla fine dell’anno scorso, tutti i cittadini che osavano criticare l’Amministrazione, paventando querele, con un ‘sinistro’ post su Facebook in cui tuonava ‘stateve accuert’, ovvero ‘state attenti’”, prosegue la presidente di Legambiente Terracina. “Il fatto poi che sia stata richiesta da parte del Pubblico Ministero l’archiviazione della querela, ritenendola infondata, non ha fermato il vice sindaco Marcuzzi, il quale ha continuato con altri allusivi post su Facebook e si è poi opposto alla richiesta di archiviazione del Pm. Mi auguro sarà fissata presto l’udienza preliminare in modo che io possa rappresentare dettagliatamente al giudice tutto quello che ho patito in questi mesi per il solo fatto di aver denunciato un presunto abuso edilizio, abuso poi accertato dagli organi inquirenti e conclusosi con cinque rinviati a giudizio tra cui lo stesso vice sindaco e che vede la sua prima udienza fissata per l’11 gennaio prossimo. Resta la gravità del fatto di voler colpire un simbolo come Legambiente e dare un messaggio fortemente negativo a tutti i cittadini, visto che ormai chi segnala o denuncia presunti abusi o irregolarità può essere oggetto delle stesse ‘gentili attenzioni’ da parte dell’Amministrazione comunale, Amministrazione che invece dovrebbe stare sempre dalla parte dei cittadini in particolare di coloro che hanno il coraggio di denunciare, Amministrazione che invece vorremmo vedere costituirsi parte civile insieme a noi nel processo sul caso ex Proinfantia che inizierà a gennaio prossimo. Molti cittadini di Terracina che avrebbero voluto denunciare sono stati sicuramente demotivati da quanto mi è successo, anche perché non tutti hanno una grande organizzazione come Legambiente alle spalle che può sostenere i costi della difesa. Colgo infatti l’occasione per ringraziare, oltre il mio avvocato Francesco Di Ciollo, tutta la mia Associazione a livello regionale e nazionale e in particolare il direttore generale di Legambiente Giorgio Zampetti, il presidente di Legambiente Lazio Roberto Scacchi, il responsabile dell’Osservatorio Ambiente e Legalità Enrico Fontana, insieme agli avvocati Diego Aravini, Marina Cenciotti e Francesco Dodaro del Centro di Azione Giuridica di Legambiente per essermi stati sempre vicini umanamente, professionalmente, associativamente e per il loro strenuo impegno a mia difesa in questa triste vicenda terracinese”, conclude.