I gas refrigeranti inquinano come emissioni di gas serra di più di 6,5 milioni di automobili in un anno. E la Romania rimane in silenzio
La Romania è un importante punto di ingresso illegale in Europa dei gas refrigeranti idrofluorocarburi prodotti in Cina e dannosi per il clima. I dati sono stati pubblicati a luglio, ma più di due mesi dopo non è stata intrapresa alcuna azione esecutiva.
Il rapporto della Environmental Investigation Agency (EIA), ora tradotto in italiano, francese, tedesco, portoghese, rumeno, spagnolo e turco avverte che i gas venivano contrabbandati attraverso la Turchia e l’Ucraina.
Prima di rilasciare il rapporto, l’EIA ha notificato a tutte le autorità doganali interessate i risultati, compresi i nomi delle società coinvolte e dei contrabbandieri colti in flagrante dalle telecamere mentre organizzano le rotte e i metodi utilizzati per trasportare i gas pericolosi in giro per l’Europa, a volte stivati sotto passeggeri inconsapevoli dei pullman transcontinentali. Nonostante questo, le autorità rumene non hanno dato alcuna indicazione operativa.
Fionnuala Walravens, Senior Climate Campaigner dell’EIA, ha detto: “Nel bel mezzo di una crisi climatica globale e con il potenziale impatto sul clima di questo commercio illegale che equivale alle emissioni di gas serra di più di 6,5 milioni di automobili in un anno, la mancanza di risposta da parte delle autorità sa di allarmante compiacenza”. Visti i dati dell’ultimo rapporto Ipcc pubblicato ad agosto, non ci sono scuse per l’inazione.
L’UE ha rivisto il suo regolamento sui gas fluorurati nel 2014 per eliminare gradualmente gli HFC, gas serra sintetici da centinaia a migliaia di volte più potenti della CO2 e comunemente usati in refrigerazione, aria condizionata, protezione antincendio, aerosol e schiume.
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