È riunita a Palazzo Chigi la Cabina di regia sulla riforma della concorrenza, alla presenza del Premier Mario Draghi e dei capi delegazione dei partiti: in riunione per il Pd il ministro Andrea Orlando e il responsabile economico Antonio Misiani, per M5S il ministro Stefano Patuanelli e il viceministro Laura Castelli, per la Lega il ministro Giancarlo Giorgetti e il sottosegretario Federico Freni, per Forza Italia i ministri Mariastella Gelmini e Renato Brunetta e per Leu il ministro Roberto Speranza e la sottosegretaria Maria Cecilia Guerra.
Domani è previsto l’arrivo del ddl concorrenza in Consiglio dei Ministri, dopo il rinvio della scorsa settimana per far posto alla discussione unica sulla Manovra di Bilancio 2021: «sono emerse tante perplessità su diversi punti», aveva ammesso in conferenza stampa il Presidente del Consiglio Draghi, «Sono questioni complesse e molto tecniche. Questa è una legge delega ed è meglio farla bene, affrontare le perplessità che ci sono ed avere il consenso del consiglio dei ministri. Perplessità peraltro molto ragionevoli per cui ci pensiamo un altro po’».
DOMANI IN CDM LA RIFORMA DELLA CONCORRENZA: LE ANTICIPAZIONI
Da quanto filtra finora dalla Cabina di regia, le distanze tra le forze di maggioranza non si sono appianate del tutto: smaltimento rifiuti, gestioni in house e mappatura di tutte le concessioni in essere per consentire quell’operazione “trasparenza” simile a quanto visto sul catasto per la riforma del fisco. Fonti di Governo all’Agenzia ANSA confermano la messa in campo di una mappa per le concessioni «per avere un quadro chiaro di chi le detiene, da quanto tempo e quanto paga». Vengono poi inserite norme per accelerare i tempi entro cui le Regioni devono indire le gare e rafforzare i poteri sostitutivi che consentono allo Stato di intervenire laddove vi siano ritardi degli enti territoriali. Inoltre, il “pallino” torna allo Stato per le concessioni idroelettriche solo laddove le Regioni si rivelassero inefficienti. Secondo l’Adnkronos, i temi più spinosi come le norme su ambulanti e concessioni balneari (due dei capitoli della arcinota direttiva europea Bolkestein) rimarranno fuori dal Ddl Concorrenza.
© RIPRODUZIONE RISERVATA