Spostamenti Natale, caos Governo su Dpcm/ 3 ipotesi sui Comuni: Iss “non allentare”

Da quando venerdì scorso nella conferenza stampa conclusiva al Consiglio Europeo il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha sostanzialmente “delegato” al Parlamento eventuali deroghe sui divieti per gli spostamenti di Natale, il Governo è entrato ancora di più nel caos aumentando la frattura già esistente al proprio interno tra “rigoristi” e “aperturisti”. L’occasione “giuridica” è fornita dal Decreto Natale, il Dl approvato il 2 dicembre scorso che funge da “cornice” al Dpcm 3 dicembre-15 gennaio: essendo un vero e proprio decreto legge, occorre la conversione in Parlamento ed è lì che potrebbero emergere alcuni cambiamenti/deroghe ai rigidi divieti di spostamento imposti tra Comuni il giorno di Natale, Santo Stefano e Capodanno. Come noto, ormai da giorni Regioni, territori e Province chiedono di modificare quella norma e Conte venerdì si è detto “possibilista” ad accettarlo: diversa è però la posizione dell’ala “rigorista”, capeggiata dal Ministro della Salute Roberto Speranza «La mia linea è, e resta, quella della prudenza e ribadisco con forza – sottolinea al forum ANSA il titolare della Salute – la necessità di non vanificare i sacrifici fatti». Anche il Ministro degli Affari Regionali Francesco Boccia sposa la medesima linea e afferma «Se vogliono un chiarimento sui piccoli comuni, soprattutto quelli di piccole dimensioni delle aree interne, quel chiarimento arriverà. Ma se qualcuno vuole rimuovere i vincoli in tutti i comuni italiani, se si vuole far prevalere le ragioni della festa, dell’assembramento, dell’incontro tra tanti parenti, quel qualcuno ci troverà contrarissimi e noi non lo consentiremo». Per il membro Cts e presidente Iss Silvio Brusaferro, intervenuto ieri nell’analisi settimanale sul monitoraggio epidemiologico, «No agli allentamenti su misure e mobilità o ci sarà una inversione della tendenza […] nel periodo delle feste dobbiamo fare tutti gli sforzi per avere all’inizio del prossimo anno un numero di nuovi casi significativamente più basso di quello attuale, che è troppo elevato».

LE TRE IPOTESI PER LE “DEROGHE” AL DPCM NATALE

Diversa è invece la posizione di Italia Viva, parte consistente de M5s capeggiata da Di Maio e anche da alcune frange del Pd: «occorre cambiare questa norma sbagliata», spiegava il Ministro degli Esteri solo venerdì scorso. Come dunque uscire dall’impasse politico non è cosa semplice, anche se Conte ha provato a lasciare la ‘gatta da pelare’ al Parlamento: secondo le diverse ricostruzioni di questi ultimi giorni, è esclusa la possibilità di modificare le Faq del Governo introducendo norme specifiche che deroghino ai divieti del Dpcm-Decreto Natale. Dunque restano solo due possibilità: un emendamento in Parlamento, votabile da parte del Governo e dalle opposizioni; oppure, preferito da Palazzo Chigi perché con tempi di esecuzione più rapidi, un nuovo Decreto legge che modifichi il Dl 2 dicembre. Ma qui vi sarebbe una ferma opposizione di parte del CdM, ovvero Boccia-Speranza-Franceschini e il nodo politico – negli stessi giorni del rischio crisi con le “bordate” di Renzi sul Recovery Fund – potrebbe essere ancora più pericoloso per Conte. Al netto delle scelte politiche, nel frattempo restano tre le ipotesi principali di modifica al tema “spostamenti tra Comuni” nei giorni di festa: in primis, consentire lo spostamento tra Comuni confinanti; in secondo luogo, l’ok ai movimenti verso i Comuni ‘piccoli’ (5-15mila abitanti); da ultimo, ma è strada meno battuta per la ferma contrarietà di Cts e Ministero della Salute, permettere gli spostamenti su ambito provinciale il 25-26 dicembre e a Capodanno.

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