A Roma cavalli e muli salvati da maltrattamenti da Legambiente

Foto di Giulia Assogna e Ilenia De Simone

A Castel di Guido i volontari dell’associazione ambientalista si prendono cura di un branco allo stato brado, costretto per anni a subire violenze nei pressi di Lunghezza. Ma per garantirgli un futuro serve aiuto

con ILENIA DE SIMONE

Dal mensile di luglio/agosto – È una storia di riscatto e rivalsa, ma ancora in attesa del lieto fine. Se lo meriterebbero i 62 fra cavalli, pony, asini, muli e bardotti messi sotto sequestro dalla procura di Roma e assegnati in custodia giudiziaria a Legambiente e Progetto Islander, dopo un passato di maltrattamenti e violenze, come stabilito dalla legge n.189 del 2004. Per anni gli animali, di proprietà di un unico privato, sono stati abbandonati in un terreno di circa 16 ettari nelle vicinanze di Lunghezza, alla periferia est di Roma, occupato abusivamente. Senza acqua né cibo, i cavalli erano spesso denutriti, feriti o malati, se non affamati o moribondi a terra, a volte mandati al macello o venduti per scopi alimentari e non solo. Vista la mancanza di cure, erano frequenti anche i casi di morte prematura, dopo cui le carcasse venivano spinte nel fiume Aniene, unico punto di abbeveraggio disponibile nell’area. Ci sono voluti anni di denunce inevase e segnalazioni di cittadini e associazioni per far intervenire i carabinieri forestali e i veterinari della Asl, che nel febbraio 2018 hanno finalmente messo in salvo gli animali. La battaglia legale è in atto (la prossima udienza si terrà il 14 luglio) e non si è ancora arrivati alla sentenza di primo grado.

La veterinaria Claudia D’Addario somministra un medicinale a un cavallo ferito
La veterinaria Claudia D’Addario somministra un medicinale a un cavallo ferito

Orizzonte incerto

In prospettiva, il processo prevede che gli animali siano dati in affidamento. Per ora se ne prendono cura i custodi, soprattutto Legambiente con i suoi volontari. Ma non essendoci stata la confisca per maltrattamenti, la loro proprietà resta ancora dello stesso privato. Grazie alla collaborazione delle associazioni Il rifugio degli asinelli e Italian horse protection (Ihp), dell’azienda agricola Castel di Guido e della direzione dell’azienda Msd animal health, a partire dal 2018 gli animali sono stati dotati di microchip e hanno ricevuto tutte le vaccinazioni e le profilassi necessarie. Le femmine gravide sono state assistite fino al parto e gli esemplari malati curati al meglio. «Abbiamo l’obbligo di tutelare la loro sicurezza e garantire che stiano bene – spiega Antonino Morabito, responsabile benessere animale di Legambiente, che sin dalle prime segnalazioni dei cittadini aveva compreso la gravità della vicenda – Non li faremo tornare nella situazione di pericolo da cui li abbiamo salvati, ma finché sono solo in custodia non possiamo farne nessun altro uso». L’associazione ambientalista lancia quindi un appello a chi abbia a cuore la libertà di questi animali, voglia conoscerli, prendersene cura e desideri trascorrere tempo con loro in un luogo intatto e ricco di biodiversità.

Insieme si può

Gli animali sono ora dotati di microchip e hanno ricevuto vaccinazioni e profilassi
Gli animali sono ora dotati di microchip e hanno ricevuto vaccinazioni e profilassi

«Ora sono in buona salute, allo stato brado – racconta a Nuova Ecologia Claudia D’Addario, veterinaria volontaria, mentre somministra un medicinale a un animale ferito – Sono riuniti in un branco qui nella periferia ovest della Capitale, a Castel di Guido, dove vivono da tre anni. Hanno a disposizione 150 ettari di terra, acqua e fieno. Noi monitoriamo regolarmente il loro stato di salute, portando all’occorrenza anche cibo e medicinali – continua – Ma non abbiamo strutture né recinti, e non sappiamo come tenerli fermi o gestirli anche solo per muoverli, portarli altrove o fare le terapie». L’impegno di pochi volontari diventa gravoso e a volte può risultare insufficiente per gestire le vicissitudini e le necessità dei quadrupedi. «C’è bisogno di un contributo pratico e amorevole per continuare a garantire la libertà a questi animali – riprende Morabito – Cerchiamo altri volontari che ci aiutino a comprare il cibo o anche solo a distribuirlo. Che vogliano entrare in contatto con gli animali, cercarli in caso di urgenze o portare loro le balle di fieno. Ancora meglio sarebbe se si avesse un minimo di familiarità con i cavalli per effettuare i controlli o aiutare nelle cure. In cambio gli animali vi aspettano sull’erba: chiunque può passare a visitarli». Vi promettono un’esperienza unica, a contatto con la natura incontaminata. In piena libertà.

Info su sosanimali@legambiente.it

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