Padova si è svegliata con un’emozione amara. La giornata dell’addio ad Alex Zanardi si è svolta presso la Basilica di Basilica di Santa Giustina, scelta come luogo della cerimonia funebre. L’edificio, tra i più imponenti della città, è diventata il cuore di un momento nostalgico.
Per questo motivo, l’amministrazione cittadina ha predisposto anche un grande allestimento esterno in Prato della Valle, dove un maxischermo consente di seguire in diretta la funzione. Una soluzione pensata per accogliere centinaia di persone, sportivi, cittadini e istituzioni.
All’interno della basilica, il rito ha assunto una forte valenza simbolica fin dai primi momenti. La bara è stata accompagnata da un elemento che richiama in modo diretto la vita sportiva di Zanardi: la handbike con cui aveva conquistato l’oro paralimpico a Londra 2012.
Un dettaglio divenuto narrazione visiva, insieme alla presenza degli atleti di “Obiettivo3”, il progetto ideato e sostenuto dallo stesso Zanardi per avvicinare persone con disabilità al mondo dello sport. A guidarli, il figlio Niccolò, in una presenza che sottolinea il legame tra eredità familiare e impegno sportivo.
L’ultimo saluto al Campione
La cerimonia si è svolta in un clima di riservatezza voluto dalla famiglia, che ha scelto di evitare la trasmissione televisiva dell’evento. Una decisione coerente con la linea mantenuta negli ultimi anni da Daniela Manni Zanardi e dal figlio, segnati dal lungo percorso di cura e dall’incidente che nel 2020 aveva profondamente cambiato la vita dell’ex pilota e atleta paralimpico.

A presiedere il rito è stato Don Marco Pozza, figura legata da un rapporto di amicizia con Zanardi e da anni attiva nel dialogo tra spiritualità e società. Accanto alla basilica presente anche il parroco padre Federico Lauretta, a testimonianza della dimensione comunitaria che circonda l’evento.
La partecipazione istituzionale e pubblica è ampia e trasversale. Tra i presenti figurano personalità del mondo dello sport, della cultura e delle istituzioni. L’attenzione si concentrata anche su figure come Gianni Morandi legato a Zanardi da un rapporto di amicizia e ricordi condivisi sul palco, e su volti della televisione come Fabio Fazio, che ha più volte ricordato pubblicamente l’atleta con parole di stima e affetto.
Accanto a loro, rappresentanti istituzionali del territorio e del mondo sportivo, tra cui il presidente del Veneto e il sindaco di Bologna, città profondamente legata alla storia personale e sportiva di Zanardi. Presente anche il presidente del CONI Giovanni Malagò e l’atleta paralimpica Bebe Vio, a sottolineare il legame tra l’eredità sportiva di Zanardi e il movimento paralimpico italiano.