A sei mesi sono passati dall’inizio dell’invasione russa, e a Kiev, al posto dei festeggiamenti per i 31 anni di indipendenza dall’Urss, vengono esposti gli scalpi della guerra, i carrarmati rubati all’esercito di Mosca.
Allerta nel giorno dell’indipendenza
La capitale è in stato d’allerta, e i raduni pubblici sono stati vietati per motivi di sicurezza.
Il Presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha detto che il giorno dell’indipendenza sarà segnato da riconoscimenti a persone di ogni estrazione sociale che hanno sostenuto le truppe ucraine.
Ma alla base del suo discorso notturno c’è un messaggio di cautela.
“Le Forze Armate dell’Ucraina, i nostri servizi di intelligence e i servizi speciali faranno di tutto per proteggere la popolazione per quanto possibile”, ha affermato Zelensky. “E certamente risponderemo a qualsiasi manifestazione del terrore russo”
“Vi preghiamo di seguire rigorosamente le regole di sicurezza domani. Osservate il coprifuoco. Prestate attenzione alle sirene aeree”.
“Sono stanco di tutto questo”
Nella città di Mykolaiv, nel sud dell’Ucraina, i residenti ricordano le perdite subite.
“Sono stanco di tutto questo. Voglio pace e tranquillità, certezza. Una vita tranquilla e pianificare il futuro. E credo che finirà presto e che vinceremo”, afferma Mykola, soldato fuori servizio.
“Molte persone che conosco stanno combattendo. Molti sono già morti. Molti sono in cura e non torneranno in prima linea perché hanno perso gli arti”, raccona invece Andriy, scaricatore di porto. “È difficile e spaventoso”.
Altrove, a Donetsk, controllata dai separatisti, le autorità russe hanno riferito di quattro morti negli ultimi bombardamenti, accusando Kiev di aver preso di mira civili con le armi dell’occidente.