Andrea Kimi e l’eccezionale normalità di una famiglia speciale: papà Marco, mamma Veronica (che lo chiama Andy) e la sorellina Maggie

Bologna, 26 ottobre 2026 – Il mondo di Kimi? Ruota attorno alla famiglia, gli amici, gli affetti. Ma, prima, una curiosità legata al nome. Antonelli si chiama Andrea Kimi e tutti, per comodità, lo chiamano Kimi. Tutti tranne mamma Veronica: per lei, il primogenito, è Andy.

Veloce e imprendibile in pista, sia in gara che nelle prove: Kimi sa staccare e, al momento giusto, riprendere quella velocità di crociera che gli consente di essere identico a quando aveva 13-14 anni ed era ’solo’ un ragazzino di belle speranze.


Il conto in banca è salito, le responsabilità pure. Tutti lo cercano – vedi gli spot Sky, in compagnia di Alex Del Piero – ma Kimi ha mantenuto la naturalezza dell’adolescenza. E del resto, quando ancora non aveva la patente di guida, girava in pista a 300 chilometri orari. Senza paura, ma con un’accortezza. “Il momento più pericoloso – diceva quando ancora non era entrato nel mondo della Formula Uno – è la partenza. Superato quello, con attenzione, i pericoli sono a zero. Guai ad avere paura: se ne avessi, dovrei scendere”.

Kimi Antonelli

Kimi non ha paura mai. Non ha timore di mostrare la freschezza e l’ingenuità dei 20 anni. Papà Marco lo portava in pista, come accadde ad Hockenheim, lo infilava in una ’torre’ di pneumatici perché vedesse, senza essere in pericolo. Kimi osservava, annotava e cresceva. E faceva capire a mamma Veronica che il suo mestiere era quello: il pilota.

Mamma Veronica qualche volta – è umano, anzi, è materno – ha avuto paura. Ma non l’ha mai fatto vedere. Tra Kimi e la madre (e papà Marco, certo), c’era un patto, che è sempre stato rispettato.

Noi ti supportiamo nella passione per le auto. Tu ti impegni a dare il massimo quando sei a scuola

“Noi ti supportiamo nella passione per le auto. Tu, però, ti impegni a dare il massimo quando sei a scuola”. Non un ricatto: solo l’invito a essere responsabile. Kimi non ha battuto ciglio. Ha fatto fatica, come tutti, perché studiare mentre in sottofondo senti il rombo dei motori non è semplice. Anzi, più facile distrarsi che prestare attenzione.

Marco e Veronica, papà e mamma di Kimi Antonelli

Ma Kimi ha un’arma in più: è un ragazzo vero, sincero, che sa farsi volere bene. Gli insegnanti l’hanno capito. Non gli hanno regalato nulla, ma qualche volta l’hanno aspettato. Al resto hanno pensato gli amici. Quando girava per l’Europa, Kimi, si faceva raccontare le lezioni e prestare gli appunti.

I compagni di classe, al Salvemini di Casalecchio, lo facevano volentieri. Perché Kimi aveva e ha un’arma in più. È un fuoriclasse, un vip, ora pure milionario. Ma non ha mai un atteggiamento snob e ha una parola per tutti. Così si è portato dietro gli amici a Imola, per mostrare loro un Gran Premio visto dall’interno. Così legato agli amici che, quando ha vinto il primo Gp, a Shanghai, gli hanno organizzato una festa a sorpresa. Con la complicità di mamma Veronica e di nonna Giuliana, che ha fatto subito le pulizie di casa. Kimi, dopo quel 15 marzo 2026 che resterà per sempre scolpito nella memoria, è rientrato al Marconi. E ancora non sapeva che, tra le mura di casa, s’erano nascosti gli amici più cari. Che avevano pure preparato una maglietta ad hoc.

Un ruolo speciale ce l’ha la sorellina Maggie, che Kimi tratta come una principessa. Se Maggie s’è fatta vedere qualche volta nella pit lane, Kimi ha seguito qualche saggio di ginnastica della sorellina.

Un ventenne perfetto? Macché, anche Kimi ha le sue debolezze. L’abbiamo capito una volta atterrato dopo il primo trionfo. Kimi può studiare con il rombo dei motori di sottofondo, può guidare a 300 all’ora con la naturalezza del veterano. Ma non si è ancora adattato alla cucina internazionale.

“Cosa voglio? Un piatto di tagliatelle“, disse al Marconi. Mamma Veronica, poco distante, cominciò a ridere. “Andy, niente tagliatelle. Oggi solo gramigna”. Il segreto del nuovo campione del mondo è tutto qui: cresciuto in modo sano, da una famiglia che l’ha supportato e protetto. Ma mai viziato.

Così il bimbo Andy è diventato l’uomo (da copertina) Kimi. Ecco perché il titolo iridato va condiviso con papà Marco, mamma Veronica e la sorellina Maggie. In rigoroso ordine cronologico.