Andrea Sempio, le avance (respinte) a Chiara e quel video intimo con Alberto. L’ennesimo colpo di scena in un soliloquio in auto

Pavia – “Delle tre chiamate lei ha detto ‘non ci voglio parlare con te’ (…) era tipo io gli ho detto ‘riusciamo a vederci?’ (…) lei mi ha messo giù (…) ha messo giù il telefono… Ah ecco che fai la dura ma io non l’ho mai vista in questo modo, l’interesse non era reciproco (…). Lei dice ‘non l’ho più trovato’ il video (…) io ho portato il video (…) anche lui lo sa… Perché ho visto… dal suo cellulare”. L’intercettazione ambientale, anticipata ieri pomeriggio dai social del Tg1, è del 14 aprile 2025.

Andrea Sempio già sapeva da più di un mese di essere indagato dalla Procura di Pavia nella riaperta inchiesta per l’omicidio di Chiara Poggi a Garlasco il 13 agosto 2007. Sembrerebbe un soliloquio, con Sempio che a tratti imita una ‘vocina’ femminile. È uno dei nuovi elementi dell’inchiesta che sono stati ‘svelati’ ieri mattina all’indagato nel corso dell’interrogatorio, nel quale come preannunciato si è avvalso della facoltà di non rispondere.

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Convocato in Procura

Al volante della sua Panda, Sempio ha varcato il portone dell’accesso carraio alle 9.42 ed è poi uscito alle 13.38, con a bordo gli avvocati Angela Taccia e Liborio Cataliotti. Marco Poggi, fratello di Chiara e amico da sempre di Sempio, ascoltato sempre ieri mattina come persona informata sui fatti, è invece entrato e uscito senza farsi vedere. Sarebbe stato ascoltato per un paio d’ore e ha risposto “a tutte le domande che gli sono state poste”, come confermato dall’avvocato Francesco Compagna. Avrebbe ribadito di non aver mai visto insieme all’amico Sempio il video intimo della sorella col fidanzato, senza contraddirsi con quanto dichiarato in precedenza. Senza cambiare opinione sull’estraneità di Sempio nella vicenda, neppure a fronte delle intercettazioni a dir poco compromettenti.

L’ipotesi: le chiamate a casa Poggi per parlare con Chiara

Per gli inquirenti l’intercettazione prova che Sempio invece aveva visto il video intimo di Chiara col fidanzato Alberto Stasi. E, ritenendo la sorella maggiore dell’amico ‘disinibita’, approfittando del fatto che in quei giorni era sola nella villetta di via Pascoli, con la famiglia (fratello compreso) in vacanza, le note (e brevi) tre telefonate a casa sarebbero state un approccio, respinto, che ha fatto scattare la molla dell’odio fino all’omicidio.

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La linea della difesa

“Replicheremo, nella sede opportuna, quando avremo gli atti e ascolteremo queste intercettazioni, complete e contestualizzate” il commento a caldo dell’avvocata Taccia, con il collega Cataliotti che aggiunge che il loro assistito “è convinto di riuscire a dare la spiegazione di ciascun dialogo o soliloquio”. “I pm vogliono che confessi – commenta ancora l’avvocata Taccia – ma non può confessare quello che non ha fatto”.

Marco Poggi e Andrea Sempio da ragazzi

Secondo la linea difensiva sarebbero “tesi di altri, mica le sue”, commentate dall’indagato facendo anche ‘vocine’ (femminili): “Era il commento a una trasmissione, forse a un podcast” si lascia sfuggire l’avvocata Taccia, ieri con il collega impegnata in un tour de force televisivo, che s’interrompe poi ribadendo di voler aspettare a fornire ulteriori elementi dopo che saranno in possesso degli audio completi. Anche perché l’intercettazione sarebbe appunto del 14 aprile 2025, quando Sempio sapeva di essere indagato, non per la prima volta, e già intercettato in passato. “È possibile che abbia reso fra sé e sé una confessione – si chiede l’avvocato Cataliotti – nella consapevolezza che quel tipo di captazione gli potesse essere nuovamente praticata? A me suona molto strano”.