Delusa Legambiente chiede al Comune e alla Regione di ritirare il proprio appoggio: “Troppe criticità rilevate”
Mentre in Francia si vota per per sospendere i voli delle compagnie aeree nazionali su rotte che possono essere percorse con un treno diretto in meno di due ore e mezza e mentre tutti parlano di “decarbonizzazione” il ministero ha firmato la Valutazione di Impatto Ambientale per il progetto di sviluppo cargo per l’aeroporto di Parma. Un progetto ampiamente criticato nella sua globalità e anche su aspetti puntuali da Legambiente e da altre associazioni locali.
VIA aeroporto di Parma: una storia travagliata
Nel testo il ministro evidenzia l’elevato numero di criticità e prescrizioni imposte dagli enti del territorio e le stranezze del procedimento: nonostante l’approvazione sono tante le condizioni ambientali cui il progetto dovrà ottemperare nelle fasi successive. Tra le più rilevanti vanno citate: sono necessari interventi per la riduzione del rischio idraulico; non è possibile verificare pienamente la compatibilità del Piano di sviluppo aeroportuale con gli obiettivi di tutela del territorio ed eventuali misure per ridurre i rischi aeroportuali (il Comune di Parma); dovranno essere individuate soluzione alternative per la mobilità a terra in quanto la proposta non pare sostenibile dal punto di vista trasportistico; il proponente deve definire le procedure antirumore, la caratterizzazione acustica dell’intorno aeroportuale e la definizione di un piano di monitoraggio acustico aeroportuale; manca il Piano di Rischio Aeroportuale.
Sicurezza e non solo
“Va ricordato che i voli aerei sono tra i sistemi di trasporto che al momento mostrano meno potenzialità di decarbonizzazione, essendo completamente basati su combustibili fossili – commenta Legambiente Emilia Romagna – Inoltre la posizione dell’aeroporto di Parma, stretto tra la tangenziale/ferrovia e l’abitato di Baganzola/Alta Velocità/Autostrada A1, ha problemi irrisolti di sicurezza (è stato sequestrato il cantiere di un centro commerciale in testa alla pista) e di impatti sugli abitanti. A questo, infine, si aggiungerebbe un’importante cementificazione collegata non solo all’aumento della pista, ma anche a tutte le infrastrutture connesse”.
Legambiente chiede comunque agli enti preposti – in primis Comune di Parma e Regione Emilia Romagna (che aveva promesso 12 milioni di supporto economico) – di prendere atto dell’esito sostanziale, prima che di quello formale, e di ritirare il proprio appoggio al progetto.
Per approfondire: Aereoporti a perdere di Francesco Dradi