Dopo undici anni il circolo Legambiente riprende la sua attività. E lo fa rinnovando l’impegno sul territorio e le ambizioni per il futuro. Creando una solida alleanza con i giovani
Dal mensile – A Pomigliano d’Arco, cittadina di quarantamila abitanti della provincia di Napoli, nota per essere il polo industriale più grande del Mezzogiorno, da un anno è rinato il circolo Legambiente Fusis, che in greco antico (φύσις) indicava originariamente la forza della natura. Dopo una pausa di undici anni, nel circolo si sono ritrovati soci più e meno storici, in alcuni casi figli della vecchia guardia: un miscuglio che ha ricaricato le energie ambientaliste della città e la voglia di tornare a battersi per le vertenze del territorio. Una delle più sentite è la scarsa qualità dell’aria, un tema su cui il circolo sta concentrando le forze, soprattutto alla luce dei recenti dati Arpac, che classificano Pomigliano d’Arco fra i comuni che negli ultimi anni hanno registrato il numero maggiore di giornate di sforamento delle particelle pm10 e pm2,5.
«Sull’inquinamento atmosferico – dice Gianluca Rea, presidente del circolo – ci stiamo muovendo su più fronti: da un anno e mezzo lavoriamo per supportare l’amministrazione comunale nella stesura di un regolamento sugli impianti termici, finora assente, soprattutto per le caldaie domestiche e per quelle destinate ad attività commerciali. Un primo passo che speriamo possa portare anche a una regolamentazione degli impianti industriali. Partirà poi il progetto “Centraline AriaNova”, che prende spunto dal monitoraggio dell’aria del circolo di Avellino e prevede l’installazione delle centraline all’ingresso delle cinque scuole superiori di Pomigliano. Rendendo gli studenti dei citizen scientists, puntiamo a farli diventare protagonisti del cambiamento e promotori di stili di vita più sostenibili».
Sempre più convinti dell’importanza di giovani consapevoli, a marzo i soci del circolo hanno avviato con il Comune l’iniziativa “Regaliamoci il futuro”, una campagna sul corretto conferimento dei rifiuti, sul riuso e sul riciclo dei materiali, promossa nelle scuole medie della città. Durante i dieci incontri previsti, i ragazzi saranno formati sulle modalità della raccolta differenziata e sull’economia circolare, faranno uscite didattiche, come la visita all’isola ecologica cittadina, e diventeranno loro stessi intervistatori e formatori con la diffusione di questionari e materiale informativo ai compagni, alle famiglie e ai cittadini del loro quartiere. «Questo progetto era fermo da tanti anni, forse perché si pensava non ce ne fosse più bisogno – spiega Gianluca Rea – A mio avviso, invece, è fondamentale ripeterlo annualmente, proprio perché permette di trasformare i ragazzi in vere sentinelle ambientali nella loro scuola, con i genitori e i concittadini».
Nel frattempo, il circolo guarda al futuro con l’intenzione di costituire una comunità energetica a Pomigliano. A questo proposito ha già avviato un dibattito con il Comune. «A livello locale stiamo lavorando per costruire una transizione energetica giusta – conclude Gianluca Rea – Vogliamo impiegare ogni risorsa disponibile perché, così come siamo stati una città all’avanguardia per la raccolta differenziata in provincia di Napoli, vorremmo che la “Città delle fabbriche” ospitasse non una ma più comunità energetiche rinnovabili e solidali».