Assenza da colmare

Cambiamenti climatici, violenta grandinata a Sanremo

Dal mensile – L’editoriale del numero di ottobre di Nuova Ecologia a firma del direttore Francesco Loiacono

Anni fa ci occupavamo di dissesto idrogeologico a dicembre, dopo le piogge di novembre. Poi ce ne siamo occupati a novembre, perché le alluvioni avevano cominciato a colpire la nostra penisola a ottobre. Nel 2022, invece, già nel numero di ottobre dedichiamo la copertina alla nostra impreparazione alla crisi climatica. Perché le tragedie, come quella che ha spezzato tredici vite umane e devastato le Marche, avvengono ormai anche a settembre. Non cadono più abbondanti e prevedibili piogge di stagione, ma “bombe d’acqua”: diretto effetto dei cambiamenti climatici in un Paese che ha rotto da tempo il suo equilibrio idrogeologico.
Trombe d’aria, allagamenti, frane, siccità e ondate di calore hanno toccato la cifra record di 208, dall’inizio dell’anno a metà settembre. Eppure, l’Italia non ha ancora un Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici. Ed è l’unico grande Paese europeo a non averlo. Quello scritto nel 2018 giace nei cassetti ministeriali in attesa della sua adozione, anche se ormai andrebbe aggiornato vista la velocità con cui gli scenari cambiano.

L’assenza di un Piano di adattamento è un’assurda e colpevole mancanza per noi che viviamo immersi nel Mediterraneo, fra le aree più sensibili del pianeta, considerata dagli scienziati un hot spot climatico. Una di quelle carenze da colmare nei primi cento giorni del prossimo governo, insieme a una seria e robusta azione di contrasto alla cementificazione, a partire da una legge sul consumo di suolo.

foto di Francesco LoiaconoIl prossimo governo dovrebbe adottare il Piano di adattamento ai cambiamenti climatici nei primi 100 giorni –
Francesco Loiacono direttore di Nuova Ecologia

Nelle scorse settimane, in Pakistan, le piogge monsoniche e le successive inondazioni hanno ucciso più di 1.500 persone. Tra le vittime, ha denunciato l’Unicef, oltre cinquecento erano bambini, mentre 3,4 milioni di minori sono oggi a maggior rischio di malattie trasmesse dall’acqua, come di annegamento e di malnutrizione. Su 33 milioni di persone colpite dalle alluvioni nel Paese asiatico, ben 7,6 hanno perso tutto e ingrossano le fila sempre più numerose dei profughi ambientali nel mondo.

Le devastazioni e gli effetti dei cambiamenti climatici non sono più sostenibili neanche per la coscienza: sulla rivista Nature Climate Change un gruppo di scienziati ha invitato la comunità scientifica ad azioni di disobbedienza civile per comunicare a tutti, a partire dalla classe politica, quanto grave sia la minaccia della crisi climatica. Lo racconta il nostro Lorenzo Ciccarese nella rubrica “Terra & Clima”, ricordando che sono passati trentadue anni dal primo grido d’allarme dell’Ipcc. Troppi.

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